Il vergognoso attacco di Libero (5)

Il prossimo 9 novembre si celebrerà la caduta del muro di Berlino, purtroppo però, ci sono ancora muri da abbattere e nuovi muri che qualcuno tenta di erigere metaforicamente nella nostra vita civile.

No signori, non mi riferisco a quello di Nicosia o a quello che Israele ha eretto per proteggersi dagli attacchi terroristici,ottenendo così il crollo verticale del numero di attacchi kamikaze (che qualcuno ogni tanto abbia il coraggio di ricordarlo).

Mi riferisco a quei valori di libertà e pluralismo che il regime che eresse quel muro nel ‘61 calpestava e offendeva quotidianamente  e che oggi in molti danno per scontati, ma che invece vanno difesi,esercitati e valorizzati.

La Ddr come tutti i regimi usava i tutti mezzi a disposizione per soffocare e screditare chi in qualche modo intaccava il pensiero unico secondo il quale tutto andava bene e si viveva nel migliore dei mondi possibili.

Ecco i mezzi un po’ sgangherati usati dalla redazione milanese di “Libero” nell’operazione di killeraggio mediatico contro Edoardo Croci si muovono in quella stesso solco, con un retropensiero  simile a quello della Stasi nelle schedature dei cittadini della Germania est.

Quel “è liberale” usato come marchio d’infamia e slealtà rimanda ai tempi plumbei del secolo scorso.

Una campagna demenziale (basti dire che in uno degli articoli “incriminati” c’è l’invito a votare Albertini alle europee e Podestà alla Provincia…), fatta probabilmente su commissione, se è vero che il povero Mottola avrà perso giorni a leggersi e rileggersi decine di articoli messi online e quindi visibili a tutti fin dal 2004.

Tra l’altro, l’accusa che fin da inizio mandato la redazione milanese di Libero ha rivolto a Croci è quella di essere solo un “tecnico”, un professore della Bocconi senza background politico e quindi non in grado di capire i veri problemi della città, argomentazioni che non verrebbero tirate fuori nemmeno al bar Sport e che invece qualcuno ha  reputato degni di essere pubblicati su un quotidiano nazionale di successo, non ancora “liberatosi” dagli aiuti del tartassato contribuente.

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