Il Nobel preventivo

Su “Italia Oggi” del 16 ottobre, Giovanni Marizza scrive: “Se creiamo un simile precedente di “Nobel preventivo”, in futuro basterà auspicare la sparizione del raffreddore per ricevere il Nobel per la medicina.”

Effettivamente l’assegnazione del Premio Nobel per la pace a Barack Obama fa un po’ sorridere. Non per niente tale assegnazione ha  suscitato critiche e in qualche caso anche ilarità in tutto il mondo. Solo diversi uomini politici e giornali europei, in particolare italiani, hanno accolto questo premio con entusiasmo.  ll nostro Walter Veltroni addirittura ha fatto una dichiarazione entusiasta al Tg1, una dichiarazione epocale sulla grandezza di Obama.

Uno si domanda: Cosa ha fatto, in termini concreti,  per la pace in questi mesi? Niente, solo promesse, discorsi, auspici.

La candidatura al premio è stata presentata l’11 febbraio scorso, cioè 20 giorni dopo il suo insediamento alla Casa Bianca e l’assegnazione  dopo neanche dieci mesi di Casa Bianca.

Il giornale Wall Street Journal ironizzando, ha scritto che forse ha fatto la pace con Hillary Clinton.

Il New York Times ha definito la scelta di Obama «uno scherzo», specialmente se paragonata ai «dimostranti iraniani che rischiano la vita tutti i giorni a marciare per le strade» o alle «persone nelle organizzazioni che da decenni mettono a rischio le proprie vite», l’editorialista Bill Kristol ha invece preferito puntare sul sarcasmo, dicendosi «deluso» per non aver vinto lui stesso il premio: «Il presidente Obama e io abbiamo fatto più o meno lo stesso per la pace nel mondo. Lui ha pronunciato qualche bel discorso, io ho scritto qualche editoriale». Per la commentatrice dalle simpatie liberal Anne Applebaum, già vincitrice di un Premio Pulitzer, dopo quanto accaduto, sarebbe «ora di smetterla di prendere il Nobel per la Pace seriamente».

Questo Nobel sa molto di adulazione e di piaggeria sfacciata.

Crediamo che il Comitato del premio Nobel abbia fatto anche un bello scherzo ad Obama.

Gli Stati Uniti sono ancora in guerra, sia in Iraq che in Afghanistan. L’Amministrazione sta per chiedere al Congresso di mandare 40 mila soldati in più a combattere in Afghanistan. I generali americani stanno chiedendo il “surge”, un aumento delle truppe.  Qualcuno dice che se dice di no al “surge”, scontenterà i generali e forse il 60% degli americani, se invece dirà di sì scontenterà il 60% del mondo intero. In questi ultimissimi giorni, nel frattempo, le truppe sono state aumentate di 13 mila unità.

“Vincere il Premio Nobel per la Pace è molto negativo per Obama, dal punto di vista politico», ha dichiarato il consulente repubblicano Curt Anderson. «Ciò rinforzerà completamente la teoria che lo vuole tutto immagine e zero sostanza, solo stile, e più popolare in Europa che in America».

Infatti  mentre negli Usa  la popolarità del presidente è in forte calo, e la stampa, alcune TV e alcuni show satirici cominciano a  criticare il suo operato, in Europa il suo indice di gradimento è ancora molto alto.

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