La settimana

Il duello

In altri e decisamente migliori tempi, la questione Boffo/Feltri si sarebbe risolta con un bel duello, magari (meglio, a mio parere) all’ultimo sangue.

Ahinoi, oggi spade, sciabole e pistole non sono di moda e faccende che in ventiquattr’ore, non molti decenni orsono, avrebbero trovato conclusione si trascinano per giorni e giorni infangando tutti senza rimedio.

 

Obama

Infelice, davvero, la scelta obamiana di rendere pubbliche le foto, ovviamente artefatte, nelle quali la figlia, nascosta da un divano, lo spia nel mentre lavora seduto alla scrivania.

L’evidente riferimento a John Kennedy e al figlio John John  (immortalati in un’immagine simile celeberrima ed altrettanto ‘costruita’) rievoca un presidente pessimo e, purtroppo, due persone morte tragicamente.

L’attuale inquilino di White House farebbe bene a cercarsi un nuovo sceneggiatore, possibilmente in grado di inventarsi qualcosa di nuovo.

Finora, i falsi attentati denunciati durante la campagna elettorale si rifacevano a un romanzo pubblicato in Italia negli anni Settanta e intitolato ‘Macaluso alla Casa Bianca’ e l’uccisione al volo della mosca in diretta tv ad una scena de ‘I magnifici sette’.

E’ ora di cambiare.

 

Perdono

Pare che Ted Kennedy, nelle memorie, confessi di avere provato invano a scordare l’incidente nel quale, per sua responsabilità, venne a morte la povera Mary Jo Kopechne.

Come diceva il grande Giovenale “Gli altri possono perdonarti ma è difficile se non impossibile perdonare se stessi”.

 

La migliore

Ma la notizia migliore della settimana viene dalla Libia.

Quel vero genio della comunicazione che risponde al nome di Gheddafi (solo poche settimane fa, presentandosi con una vecchia fotografia attaccata alla giacca, ci ha obbligato a riparlare di argomenti che molti non conoscevano e che altri preferivano non ricordare) ha chiesto all’ONU di ‘eliminare’ la Svizzera aggregando i diversi cantoni agli Stati circonvicini.

Quelli italofoni all’Italia, quelli francofoni alla Francia, gli altri alla Germania.

Impareranno in tal modo gli elvetici a farlo arrabbiare.

Pare (ed è) una boutade, ma considerando il fatto che a presiedere l’assemblea del predetto ONU è oggi proprio un libico… 

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