I due leader

L’errore, la follia consistono nel credere che la religione e la Chiesa abbiano qualcosa a che fare con la democrazia.

Passi che tale convinzione appartenga ai giornalisti la cui ignoranza e faciloneria sono conclamate (l’11 luglio 2009, il tg de La 7, trattando dell’incontro tra Benedetto XVI e Obama, ha testualmente parlato di loro come di “due leader” quasi che il papa altro non fosse che un uomo politico fra i tanti di un qualche, magari minimo, peso).

Insopportabile che il medesimo convincimento sia fatto proprio dalla Chiesa stessa che si affanna ogni giorno di più alla ricerca di un consenso appunto democratico e molto, ma molto ‘politicamente corretto’ dimenticando – e mal gliene incoglie – che ben di altro si deve occupare che di bassa politica.

In tempi nei quali l’apparire – e massimamente in tv – è tutto per milioni di poveracci, torni il romano pontefice alle sue stanze.

Si allontani dalle osannanti e traditrici folle che dai tempi infausti di Giovanni XXIII si accalcano nelle piazze per ascoltarlo e poi, immancabilmente, vivendo quegli incontri come spettacoli, trascorrono da acattolici la loro esistenza e disertano viepiù tempi, cappelle, santuari e oratori.

Parli raramente, assai raramente e non mai degli accadimenti del giorno mescolando la propria voce con mille altre e togliendo sacralità alle pronunciate parole.

Torni a rappresentare ed incarnare Dio.

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