Andiamo a votare

Questo week-end tutti gli italiani sono chiamati al voto per il rinnovo del Parlamento europeo e più della metà per le elezioni provincali. Si vota anche in molti Comuni.

E’ un test di popolarità per Berlusconi, la cui immagine non pare troppo intaccata dai recenti scandali sulla sua incontinenza sessuale.

Del resto l’avversario non esiste. Franceschini è il perdente designato. Casini è ai margini. Semmai c’è una pericolosa concorrenza sul centro-destra – dopo la confluenza nel PDL fra Forza Italia e AN – da parte della Lega, un partito che ha ormai perso la sua carica innovatrice e che si è contraddistinto recentemente per battaglie stataliste come la conservazione delle Provincie, ma che fa leva sui più beceri istinti popolari.

E’ comunque importante votare e semmai scegliere, visto che per le europee le preferenze ci sono. Una delle mie andrà a Gabriele Albertini, perchè chi è stato Sindaco non mancherà mai di battersi per la sua città. Ma ci sono anche tante facce nuove, giovani e donne, a cui dare una chance.

E’ importante votare anche per la Provincia, finchè c’è (ma intanto battiamoci per abolirla). La sinistra ha fatto e continuerà a fare danni rilevanti a livello locale. Alla cultura stalinista che da sempre la ispira, preferisco tutto sommato il frullato ancora non ben miscelato del PDL o, dove ci sono, le liste civiche rappresentate da persone per bene.

Alla Provincia di Milano, la sfida più importante, voterò quindi per Guido Podestà, che ha alle spalle una esperienza da europarlamentare svolta con serietà.

Questo è il massimo di liberalismo che possiamo esprimere in queste elezioni. Poi bisognerà rimboccarsi le maniche, organizzarsi ed iniettare nel centro-destra una massiccia dose di liberalismo. Dove sono finiti i temi a noi cari come le privatizzazioni, le liberalizzazioni, la sburocratizzazione?

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