Un libro da leggere: Magistrati. L’ultra casta

In questi ultimi tre anni sono usciti alcuni libri best-seller sulle varie “caste”: i più noti sono  quelli di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella sui politici, di Stefano Livadiotti sui sindacalisti.

In questi giorni è uscito un libro-inchiesta del giornalista dell’”Espresso”, Stefano Livadiotti: “Magistrati. L’ultra casta”, edito da Bompiani. (pp. 246, € 17), un pamphlet duro che la Redazione di Cartalibera consiglia di leggere.

Secondo l’autore, come si legge nel risvolto della copertina,  quella dei giudici e dei pubblici ministeri è la madre di tutte le caste. Uno stato nello stato, governato da fazioni che si spartiscono le poltrone in base a una ferrea logica lottizzatoria e riescono a dettare l’agenda alla politica. Un formidabile apparato di potere che, sventolando spesso a sproposito il sacrosanto vessillo dell’indipendenza, e facendo leva sull’immagine dei tanti magistrati-eroi, è riuscito a blindare la cittadella della giustizia, bandendo ogni forma di meritocrazia e conquistando per i propri associati un carnevale di privilegi. Per la prima volta, cifra per cifra, tutta la scomoda verità sui 9.116 uomini che controllano l’Italia: gli scandalosi meccanismi di carriera, gli stipendi fino all’ultimo centesimo, i ricchi incarichi extragiudiziari, le pensioni d’oro, la scala mobile su misura, gli orari di lavoro, l’incredibile monte-ferie, i benefit dei consiglieri del Csm. E, parola per parola, le segretissime sentenze-burla della Sezione disciplinare, capace di assolvere perfino una toga pedofila.

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