L'”ecoballista”

La visita di Vaclav Klaus a Milano è stata un soffio d’aria pura che ha spazzato per un attimo il tristo soffoco quaresimal-ambientalista che opprime la nostra città ed il mondo intero. Chi ancora guarda con scettico sopracciglio il nemico pubblico n.1 del pensiero unico eco-catastrofista legga qui sotto, e dorma preoccupato. Mentre Klaus, ben ignorato dai media, finito il suo discorso andava a godersi la meritata cena, la RAI, precisamente “Radio 2”, ospitava all’interno di un autorevole programma di approfondimento culturale (“Alle 8 della sera”) una trasmissione condotta da Antonio Gallo: se bene abbiamo capito, ambientalista emerito (chissà gli altri). Titolo: “Vite sprecone”. Contenuto: scombinato minestrone dei più triti luoghi comuni del fanatismo ambientalista. Peculiarità: contiene una imbarazzante serie di palesi ecoballe (sciocchezze statistiche, baggianate, e dati falsi o fuorvianti). Ne cito solo tre, raccolti in mezz’ora di trasmissione, per dare l’idea: – “il costo dei prodotti in commercio è composto dal 20 al 60% dal costo del loro packaging”. Con un packaging più sobrio, declama enfaticamente il Gallo, la pasta costerebbe al consumatore la metà. Immaginatevi il signor Barilla che fa un balzo sulla sedia e corre a licenziare i propri manager, quegli imbecilli! Ma non è cosi: come capirebbe anche un bambino cresciuto a merendine industriali, il dato reale è circa di DIECI VOLTE inferiore. – Terrorizzati grandi e piccini sulle conseguenze dei loro vizi borghesi (mangiare, spostarsi, riscaldarsi, lavarsi, divertirsi), per dare un po’ di speranza, il nostro guru della pattumiera rivela commosso che però, si, vi sono anche spiragli di luce, e proprio in Italia, che è al vertice in Europa nell’uso di energie rinnovabili, che coprono il 16% della nostra produzione “frutto dell’impegno di tante piccole comunità nella ricerca di soluzioni innovative e sostenibili”. Povera creaturina, chi gli spiegherà che questo 16% nulla c’entra con i pionieri dell’eolico e del solare, né tantomeno con le piccole comunità di EcoPuffi, ma è solo, in massima parte, dovuto alla centenaria tradizione di sfruttamento della energia idroelettrica (=dighe) che, grazie alla nostra orografia e ai tanti bacini idrici montani, caratterizza il nostro quadro di produzione energetica da sempre? -Infine, in uno slancio lirico, segnala che il futuro sta certamente nelle energie alternative, come dimostra un progetto-pilota che fa si che un intera isola oggi si alimenti solamente grazie ad esse. Davvero? Questa si che è una bomba! Ma quale isola? Capraia. Capraia??? Ma Capraia è una isola quasi disabitata! (300 abitanti!), nella quale lo sviluppo turistico è stato sostanzialmente inibito, e per la quale i bisogni energetici sono ridicoli! Ma questo, ovviamente,il nostro eroe non lo dice: uno che afferma convinto che spegnere gli apparecchi in stand-by consentirebbe a ciascuno di noi di risparmiare “centinaia e centinaia di Euro l’anno”, e che una sola ditta di case ecologiche ne ha vendute diecimila (!) nella sola Val Pusteria, pretenderete mica che sappia anche contare? Vabbè, direte, agli espertucoli approssimativi che inquinano i nostri programmi con fugaci apparizioni siamo abituati, uno in più… Ma questa non è una fugace apparizione, è un ciclo di puntate che dura settimane, affidato a (scegliete voi la busta) un ecoballista privo di ogni senso del limite, o (unica possibile alternativa) ad un analfabeta parente di un funzionario Rai. Basti dire che, per dipingere il fosco futuro che ci attende, citava dottamente le malefatte (non scherzo) di tale “Inquinator”, personaggio dei fumetti rintracciabile su Topolino. Però un po’ di energia me l’ha fatta risparmiare: ho spento la radio. Resta il fatto che mentre Klaus parlava a poche persone a spese di privati, il Gallo verde parlava a centinaia di migliaia a spese nostre.

3 comments for “L'”ecoballista”

  1. 20 febbraio 2016 at 16:15

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  2. 20 febbraio 2016 at 03:20

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  3. luciano.s
    6 agosto 2010 at 21:29

    Ho dato per la prima volta un occhio a cartalibera dopo aver visto i banchetti del referendum a milano proposto dal vostro croci.

    vado ovviamente a vedere la sezione ambiente attendendomi di trovari spunti e articoli di interesse e in mezzo ad altri di scarsa caratura mi trovo questo articolo ridicolo su klaus che se tanto bene ha fatto al suo paese tanto male fa alle politiche climatiche e all’informazione sul clima.

    vi consiglio di approfondire prima di scrivere…

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