Il dibattito all’interno del PLI si fa sempre più vivace

Lettera di Stefano De Luca – 7 febbraio

Caro Arturo e caro Marco, ieri abbiamo assistito ad uno scontro istituzionale senza precedenti. Tuttavia, quello che mi è apparso più grave è stato il modo in cui il presidente del Consiglio ha condotto la vicenda per il cinico interesse di obbedire alle direttive del Vaticano senza un’ombra di sensibilità per la tragedia umana e familiare sottostante e ignorando il principio liberale contenuto nella carta dei diritti dell’uomo che esclude l’interferenza dello Stato nelle vicende che riguardino la libertà individuale. Nessun capo del Governo aveva mai minacciato il garante della Costituzione di scaraventargli contro, prima il Parlamento nel termine perentorio di tre giorni e, dopo, il popolo. Peraltro non mi pare esistato strumenti giuridici per esercitare tale ultima minaccia. La vicenda assume i profili dell’attentato al Capo dell Stato e alle sue prerogative Costituzionali. Da parte nostra, quindi, onore a Napolitano, che non si è fatto intimidire e che con la sua serena fermezza ci ha fatto pensare a Luigi Einaudi. Il Governo ha mortificato lo stato laico fondato sul diritto ed ha mostrato disprezzo per gli altri poteri, compreso quello di garanzia del Presidente della Repubblica, trattando il Parlamento come se si trattasse delle proprie legioni. Vi chiedo,carissimi, confidando nella vostra cultura liberale di unirvi a me e a tutto il PLI per esprimere una incondizionata solidarietà al Capo dello Stato, mettendo in campo una concreta iniziativa, in difesa della legalità per riaffermare il principio cavouriano: libera chiesa in libero stato.

Un evento negativo, come questo scontro dei poteri è servito a mettere a nudo una realtà inaccettabile: Vi invito quindi ad entrare realmente nel partito senza equivoci, sostegni imbarazzanti e rinunciando alla pretesa di alleanze con un centrodestra che compie scelte illiberali, assume atteggiamenti autoritari, sposa linee politiche clericali. I fatti ed i comportamenti di questa destra, non le mie insufficienti parole, escludono con essa, allo stato, qualsiasi alleanza per farne esplodere le infinite contraddizioni ed accelerarne il dissolvimento. Mi domando e vi domando quale liberale vero potrebbe seguirvi in un progetto di alleanza con una formazione politica così piena di disprezzo per i diritti dell’uomo, per le istituzioni, per la legge. Lasciate perdere gli squadristi e scegliete i liberali!. Sono convinto che la situazione politica italiana è in movimento e che anche il PD è destinato alla implosione.Vi propongo pertanto un’alternativa liberale alla Malagodi. La difesa intransigente dei nostri valori di libertà potrebbe farci raccogliere un consenso inaspettato ,che già siamo in grado di percepire e ci consente di aspirare a raggiungere la massa critica sufficiente a superare gli sbarramenti. Una rinuncia alla vostra sfida in nome dell’emergenza democratica, non sarebbe un atto di debolezza, ma di verità di fronte alla schizzofrenica fiammata autoritaria del governo contro i diritti dell’uomo e i principi di equilibrio costituzionale irrinunciabili; vi invito ad abbandonare gli scalmanati eterodiretti che si sono messi al vostro fianco con l’intento di cancellare l’autonomia del PLI per portallo nel vasto recinto di animali ubbidienti e remissivi del PDL.

Dopo il passaggio illiberale e autoritario di queste ore sono convinto che, per rispetto delle vostre storie culturali personali, non potrete riproporci come alleato, questa destra del decreto Englaro, poi trasformato in disegno di legge dei tre giorni, delle norme sulle ronde o di quelle che vorrebbero imporre ai medici la violazione del giuramento di Ippocrate o della barbarica ed egoistica riforma federalista. Il vostro, il nostro deve essere un doveroso atto di coerenza in tutto quello in cui crediamo. Queste riflessioni, mi hanno indotto a chiedervi, in nome della emergenza democratica del pericolo per le istituzioni e per la stessa libertà, ad aderire alla mozione della segreteria che potremo insieme migliorare, dando prova di compattezza e credibilità. Per la serietà di una intesa fondata su ragioni di emergenza democratica, vi chiedo di rinunciare senza abiure o autocritiche alla vostra sfida, senza contropartite di incarichi che avrebbero uno sgradevole sapore di inciucio. Quindi una ritrovata unità tutta di carattere politico che, dopo un breve rodaggio potrebbe evolversi in una revisione degli assetti. Ho messo nel conto che la mia proposta possa essere respinta, ma ho ritenuto di doverla fare convinto che una situazione così straordinaria impone decisioni fuori dagli schemi, guardando solo ai principi.

Lettera di risposta di Arturo Diaconale – 9 febbraio

Caro Stefano, come hai previsto respingo la proposta che hai avanzato a Marco Taradash ed a me di  rinunciare alla battaglia per il rinnovamento del Pli aderendo alla mozione della segreteria uscente. Lo faccio senza alcuna iattanza ma nella serena convinzione che sottrarre al congresso un confronto serrato e vivace sulle rispettive linee politiche, sarebbe un imperdonabile errore destinato a compromettere il futuro stesso del partito. Per la prima volta dopo tanti anni si è accesa tra i liberali una discussione su quale debba essere la linea politica più  giusta ed efficace per ridare al Pli il posto che gli spetta nel panorama della vita pubblica nazionale. Questa discussione e contrapposizione di idee, che in alcuni momenti ha anche avuto punte di alta tensione polemica, è riuscita a rompere il muro di silenzio che dagli anni difficili della ricostituzione del partito ad oggi ha sempre impedito il riaccendersi dell’interesse della grande opinione pubblica per le iniziative liberali. Perché mettere noi stessi la sordina a questo sussulto di vitalità che indiscutibilmente aiuta il Pli ad uscire dallo stato vegetativo in cui versa ormai da troppo tempo? E perché sottrarre ai vecchi e nuovi iscritti, a quelli che militano da sempre ed a quelli che sull’esempio di Paolo Guzzanti e Marco Taradash si sono avvicinati ora al partito, di partecipare ad un dibattito congressuale che si preannuncia comunque intenso e partecipato?

Come vedi, evito di manifestare il mio dissenso sul tuo “ allarme democratico” che considero esagerato così come preferisco non polemizzare sull’inesistente “stato d’emergenza” che dovrebbe spingere me e Marco Taradash ad aderire alla linea dell’isolamento senza prospettive in attesa delle improbabili implosioni del Pdl e del Pd. Al tempo stesso non raccolgo la provocazione sugli “scalmanati eterodiretti” e sugli “squadristi” che  starebbero al nostro fianco e vorrebbero cancellare l’autonomia del Pli. Sai bene che il mio obbiettivo è duplice: rinnovare e rilanciare un Pli autonomo ed indipendente rispetto al Pdl e trasformarlo, una volta collocato nel centro destra in sintonia con il proprio elettorato, nel punto di riferimento di chi condivide le battaglie di libertà.

Discuteremo di tutto questo al congresso, apertamente e magari anche animatamente. In modo che sia il congresso a decidere, in totale libertà e nella massima trasparenza.

Proprio a questo scopo ti segnalo che, in seguito ad alcune tue affermazioni secondo cui ogni iscrizione verrà sottoposta al vaglio sulla base di criteri non meglio precisati,   è nata e va crescendo la preoccupazione sul corretto svolgimento delle assise nazionali del partito. Perché non sgomberare il campo da equivoci e sospetti demandando a personaggi al di sopra delle parti, penso a Renato Altissimo, a Carla Martino, a Savino Melillo, ad Attilio Bastianini, il compito di garantire una partita accesa ma leale e senza finali drammatici?

Conoscendoti so bene che sospetti di questo genere non ti riguardano. Ma certi singolari personaggi provenienti da altre e lontane esperienze politiche che si proclamano tuoi paladini, non suscitano altrettanto fiducia. Evitiamo cadute di stile. E preoccupiamoci solo di celebrare un congresso vero. Che nel panorama politico italiano sarebbe una grande e positiva novità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *