Per un PLI indipendente e autonomo

In vista del prossimo congresso di Roma del Partito Liberale (20-22 febbraio 2009), il dibattito politico si sta scaldando. Merito della candidatura alla carica di segretario del direttore del quotidiano L’Opinione, Arturo Diaconale e a quella di presidente di Marco Taradash (leader dei Federalisti Liberali/Forza Italia).

Membro della Direzione Nazionale PLI uscente, negli ultimi tempi l’amico Diaconale ha preferito assentarsi dalla vita di partito per costituire una componente liberale all’interno del nascente Popolo delle Libertà. Operazione confermatasi impossibile, vista l’opposizione di Re Silvio Berlusconi a qualsiasi ipotesi di frammentazione politica all’interno del proprio comitato elettorale quale si sta configurando anche il Popolo delle Libertà, dopo la similare esperienza di Forza Italia. Il passaggio da una fase bipolare (allenza di centro destra “Casa delle Libertà” contro allenza di centro sinistra “Ulivo”) a una bipartitica (monopartito di destra Popolo delle Libertà contro monopartito di sinistra Partito Democratico) prevede necessariamente l’azzeramento politico delle forze più piccole, a destra, al centro e a sinistra, così come delle opposizioni interne.

Noi liberali “storici” del PLI abbiamo sempre rifiutato di entrare in Forza Italia prima, nella Casa delle Libertà poi, perché non volevamo diventare tanti piccoli maggiordomi di Re Silvio, a prescindere da alcune battaglie politiche condivisibili. Per quanto piccoli, infatti, crediamo sempre che, con tutti i difetti, il metodo democratico debba sempre prevalere all’interno delle forze politiche (e sindacali), alla costante ricerca del consenso, anche faticoso e di compromesso.

Ben venga quindi il ritorno di Arturo Diaconale sulla tolda del PLI, magari anche al timone. Ma ricordando che, se oggi l’amico Diaconale può avanzare la propria candidatura alla segreteria del Partito Liberale, lo deve soprattutto a un pugno di irriducibili liberali che non si sono fatti affascinare in questi anni dalla Sirena Berlusconi e hanno consentito al PLI di sopravvivere, anche a costo di sacrifici personali ed economici, a cominciare da Stefano De Luca. Un lavoro duro, certamente lacunoso e migliorabile, ma che ha trovato alle ultime elezioni politiche il consenso di 103mila voti, nonostante le liste PLI siano state preparate all’ultimo momento, con pochi candidati famosi e minimi mezzi economici, vincendo la dichiarata indifferenza, se non ostilità, del centro-destra e dei principali mezzi d’informazione.

Ben venga quindi il confronto politico tra Diaconale e De Luca al prossimo congresso nazionale, con un solo e imprescindibile punto fermo. Il Partito Liberale deve essere libero di confrontarsi, scontrarsi e allearsi a seconda delle proposte politiche, rimanendo sempre un soggetto politico indipendente e autonomo. Senza dover essere sciolto a forza in un movimento più grande certo, ma per niente liberale e democratico, come il nascente Popolo delle Libertà. Infine personalmente auspico che De Luca e Diaconale possano trovare al congresso un punto d’incontro per avviare insieme una nuova fase di iniziative politiche e culturali di riferimento per tutta l’area liberale, di cui l’Italia (e l’Europa) hanno oggi più che mai grande bisogno, dai diritti civili alle libertà economiche.

1 comment for “Per un PLI indipendente e autonomo

  1. 19 febbraio 2016 at 12:48

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