Con Obama torna il protezionismo

Purtroppo come era stato previsto durante la campagna elettorale americana, con Obama torna il protezionismo. Il piano di 820 miliardi di dollari voluto da Obama per sostenere l’economia americana in grande crisi è stato approvato dalla Camera ed ora dovrebbe essere varato dal Senato entro la metà di febbraio. Questa legge contiene anche la clausola del “buy American” (Buy American Act) per tutte le forniture di acciaio per le opere pubbliche (fino ad oggi era limitata alla costruzione delle autostrade). In sostanza questa norma impone l’uso di acciaio americano nei lavori pubblici e nei progetti infrastrutturali finanziati dal danaro pubblico. Ci sembra una svolta apertamente protezionista da parte degli Usa e che viola le regole del mercato e le norme basilari del WTO (World Trade Organization). Questo è molto pericoloso perché potrebbe indurre anche la Cina, l’India e i governi europei a fare altrettanto in sede di predisposizione dei piani di rilancio economico. Potrebbe provocare una spirale protezionistica a livello globale e soprattutto una nuova guerra commerciale tra Usa e Ue. A dir la verità non è solo gli Usa, ma anche altri Paesi cominciano a mettere dazi: ad esempio il Brasile ha aumentato i dazi su tessili e scarpe; la Russia crea ostacoli non tariffari per le merci europee oltre a creare continuamente problemi per le forniture di energia. Il sottosegretario al commercio estero Adolfo Urso, giustamente e prontamente si è rivolto al Commissario europeo al commercio, Catherine Ashton, chiedendo un intervento urgente e una presa di posizione forte e ferma dell Unione europea. A questo proposito sembra che i 27 ministri Ue del Commercio estero abbiano l’intenzione di creare un Osservatorio ad hoc per contrastare immediatamente i piani di rilancio dei vari Paesi “inquinati da concorrenza sleale e norme doganali scorrette”. Per l’Italia poi non è solo il settore dell’acciaio ad essere interessato, ma anche i dazi Usa del 100% sulle acque minerali. Inoltre come scrive il corrispondente dagli Usa del “Corriere della Sera”: “Nonostante i moniti a non ripetere gli errori del 1929 quando la crisi finanziaria portò a una reazione protezionista disastrosa, il Congresso, oltre alle misure sull’acciaio, ha introdotto il “buy American” anche in un pezzo del tessile (uniformi dei 100 mila ufficiali della Homeland Security rigorosamente “made in Usa”) e sta pensando di introdurre vincoli analoghi per l’informatizzazione della sanità. A questo punto ci saranno contro-misure punitive da parte della Ue per gli Usa? Vedremo. Il ritorno del protezionismo, a nostro avviso, non è una buona notizia.

2 comments for “Con Obama torna il protezionismo

  1. 21 luglio 2014 at 19:56

    ottobre 12, 2011 Se sei un privato e orndii piccole quantite0, la tariffa che ti fanno e8 inclusa anche delle spese di sdoganamento. Per aver acquistato un ereader, mi hanno applicato la tariffa di 16€ tutto incluso, tale tariffa dipende solo dal peso e dal volume. La questione dei dazi riguarda le aziende o se compri “quantite0 commerciali” di prodotto. Secondo me, comprandone 5 rientri nella categoria dei privati, ma e8 una mia opinione.

  2. 7 luglio 2014 at 03:21

    aprile 19, 2012 Mi dispiace che tu abbia dato mezza setlla a questa guida, dato che in questo caso si giudica l’articolo e non il servizio. Comunque come sai, da marzo sono cambiate le procedure dato che ora la dogana richiede il pagamento delle tasse doganali del 20%, mentre prima cif2 non era richiesto. La morale della favola e8 che l’ultimo volo esente da tasse proveniente da U.S e8 bloccato in inghilterra da oltre un mese per i controlli doganali per i quali sono state richieste le fatture a tutti i clienti. Quindi probabilmente il tuo ordine rientra tra questi. Abbiamo contattato consegnato in proposito, il quale garantisce che la situazione dovrebbe sbloccarsi a breve

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