E’ necessario riformare la legge sul bilancio degli enti locali

La Fondazione Civicum, nei giorni scorsi, ha presentato i risultati di una ricerca sui bilanci degli enti locali italiani, ricerca effettuata in collaborazione con il Politecnico di Milano e con le società PriceWaterhouseCoopers, Deloitte, Kpmg, Ernst &Young.  Sono state analizzate  23 città  (18% della popolazione totale), mentre alcune altre città invitate  non hanno voluto partecipare a tale indagine.

 

Da questo primo esame sui bilanci dei Comuni emerge un quadro non molto positivo, anzi abbastanza negativo,  in termini di trasparenza, di rendicontazione dei risultati rispetto agli obiettivi, di sistema di governo e controllo interno e di capacità di comunicazione.

Nel “format” attuale il bilancio consente di rispondere ad alcune domande:

  • come il Comune acquisisce le proprie risorse? (tasse, imposte, ecc.)
  • quali sono le politiche cui sono destinate le risorse? (analisi delle spese correnti e degli investimenti)
  • quanto è indebitato il Comune? (analisi del patrimonio)
  • quanto spende per la gestione interna e quanto per erogare servizi ai cittadini? (auto-amministrazione).

ma non consente di rispondere ad altre domande, ugualmente importanti:

  • quali sono i risultati ottenuti dalle politiche pubbliche?
  • qual’è l’efficienza della spesa nei servizi?
  • qual’è l’avanzamento dei grandi progetti infrastrutturali?

Durante la presentazione di detta ricerca,  la Fondazione Civicum ha voluto premiare il Ministro Renato Brunetta perché, si è adoperato come nessun membro di Governi prima di lui per diffondere la cultura della trasparenza nella Pubblica Amministrazione e tra i cittadini; gli ha anche chiesto di farsi portatore nel governo e in parlamento di un progetto di riforma della legge sul Bilancio degli enti locali.

Il male cronico della pubblica amministrazione è la cosiddetta “spesa storica”. Normalmente gli amministratori locali (ma anche i ministri) non chiedono quello che serve per realizzare un programma, ma partono dalla conferma della spesa dell’esercizio precedente per ottenere un aumento. Questa è una brutta abitudine che va radicalmente cambiata come è necessario, secondo noi, riformare urgentemente la spesa pubblica prima dell’avvento del federalismo.

Il Presidente di Civicum, Federico Sassoli De Bianchi, ha detto del bilancio come viene redatto oggi: ”Un documento finora incomprensibile, se non a un manipolo di tecnici, serve a poco. Gli stessi consiglieri comunali che lo approvano non ne capiscono nulla. I buchi nei conti dei Comuni su cui magistratura e media stanno indagando, dovuti a mala gestione , interessi privati (e penso a certi appalti), incompetenza finanziaria (e penso ai derivati), disattenzione all’interesse pubblico (e penso a certi acquisti), dimostrano, se ancora ve ne fosse bisogno, che con questo bilancio non si controlla assolutamente niente. E’ un documento nato per inchiodare i singoli capitoli di spesa e non per rendere conto dei risultati.

Il rendiconto deve rendere conto, ai cittadini prima di tutto, che sono gli azionisti del Comune, agli amministratori addetti alla gestione e a quelli addetti al controllo. Non basta indicare la destinazione delle risorse pubbliche ma bisogna anche indicare gli obiettivi, che essi siano quantificabili e verificati”.

Da qui è scaturita la proposta di un nuovo modello di rendicontazione da adottare su tutto il territorio nazionale. Sono state presentate le linee guida per una riforma: una struttura di bilancio chiara e trasparente in linea con gli standard delle migliori esperienze internazionali ed anche con gli esempi di Stoccolma e Wellington (Nuova Zelanda).

Cosa dicono queste “best practices” internazionali? Il bilancio deve essere redatto  secondo una serie di principi tra i quali la chiarezza sulle politiche perseguite esplicitando per politica/servizio, i risultati da raggiungere e le risorse allocate, l’adozione di principi e criteri contabili simili a quelli del settore privato, la trasparenza sul modello di governance. La presenza di indicatori di performance economica finanziaria e patrimoniale, la reperibilità dei dati di bilancio su internet, il raffronto fra dati previsionali e di consuntivo sia a livello complessivo che a livello di servizio.

Questa riforma, a nostro avviso, non costerebbe nulla e inciderebbe seriamente sull’efficienza della Pubblica Amministrazione e sui suoi rapporti con i cittadini.

E’ certamente un primo passo. Certe trasformazioni non sono né facili, né veloci. Ma bisogna pur cominciare.

Il Ministro  Brunetta ha annunciato: “Il mese prossimo presenterò una iniziativa per stabilire criteri di valutazione dei servizi pubblici: voglio mettere le stelle, come la guida Michelin, a scuole ed ospedali. Quando si compra su internet, si ha la certificazione della transazione e degli operatori. Fra Stato e cittadini si fanno milioni di transazioni ogni anno, senza certificazione di nulla.”

P.S. Per chi fosse interessato leggere in dettaglio e approfondire i risultati della sopracitata ricerca, può consultare il sito www.civicum.it

1 comment for “E’ necessario riformare la legge sul bilancio degli enti locali

  1. Ruggero Elfietti
    4 giugno 2010 at 14:32

    Sono completamente d’accordo ma tra i parametri da rendere pubblici andrebbe inserito anche il consumo di territorio

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