Tre libri da leggere per le vacanze di Natale

 Una buona idea-regalo per le prossime festività.

La Redazione di Cartalibera consiglia per le prossime festività la lettura di tre interessanti novità librarie, tre libri diversissimi per argomento, ma stimolanti per una  riflessione approfondita.

A) Il primo è: “La Crisi: può la politica salvare il mondo?“ di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi – Ed. Il Saggiatore.

Di fronte alla crisi internazionale, alle banche che dagli Stati Uniti all’Europa cadono come pezzi di un domino e alla mobilitazione dei governi per salvare il salvabile, in Italia e nel mondo si sono fatte strada analisi pericolose: un altro 1929; il capitalismo è finito; la finanza va imbrigliata; lo stato deve tornare a guidare l’economia. Alesina e Giavazzi smontano una dopo l’altra queste tesi, spiegano che cosa è successo e chi sono i veri responsabili della crisi. Non la globalizzazione, la Cina, l’euro, gli speculatori, come si sente ripetere, ma una cattiva politica, un cortocircuito dagli effetti devastanti tra mercato e stato, tra regolatori e regolati. E aiutano a capire come l’Italia può ricominciare a crescere.

Il punto interrogativo nel titolo è insieme provocatorio e retorico, perché gli autori sostengono già dalle prime pagine che troppo stato fa male all’economia.

«Si confondono, e non casualmente, due cose – spiega Alesina – una è il necessario intervento dello stato in una crisi che, come quella che stiamo attraversando, non è semplicemente ciclica, e l’altra è il ritorno del capitalismo di stato. Il rischio è che l’intervento di emergenza diventi la chiave che apre la porta al capitalismo di stato».

B) Il secondo libro è di storia politica contemporanea:  “Storia dei laici nell’Italia clericale e comunista” di Massimo Teodori – Ed. Marsilio.

La “Storia dei laici” ripercorre l’intero cammino nella Repubblica dei gruppi laici e antitotalitari italiani di matrice liberale, democratica e socialista. È la storia veritiera e originale del mondo politico e culturale che fu antifascista senza essere comunista e anticomunista senza essere fascista e clericale. Ed è per questa singolarità che i cattolici, predominanti in politica, e i comunisti, egemoni nella cultura, hanno tentato di cancellarne la memoria. I gruppi e le forze liberaldemocratiche e socialiste riformiste sono state essenziali nel dar vita a un paese più civile e meno antiquato, annoverando nelle loro fila alcuni autorevoli interpreti dell’Italia democratica: Gaetano Salvemini ed Ernesto Rossi, Benedetto Croce e Luigi Einaudi, Ignazio Silone e Nicola Chiaromonte, Mario Pannunzio e Adriano Olivetti. È sì vero che la politica italiana ha relegato nell’ombra la schiera dei laici antitotalitari che furono chiamati “pazzi malinconici”, ma sono stati proprio loro che hanno avuto ragione nel drammatico Novecento, il secolo che ha sconfitto i totalitarismi di destra e di sinistra.

C) Il terzo libro, molto attuale, approfondisce un argomento su cui  si è già intervenuti su Cartalibera: “Abolire le Province”  di Andrea Giuricin e Silvio Boccalatte – Ed. Istituto Bruno Leoni.

Il problema è sempe quello di come conciliare il prezzo della democrazia e i sempre più pesanti costi della politica. La modernità di uno Stato si basa anche sulla capacità di adeguare le proprie strutture alle mutate esigenze, Istituzioni più solide ed efficaci, ma meno costose.  Già in sede di Costituente, Luigi Einaudi e Costantino Mortati, avevano proposto l’abolizione delle Province, ma poi le loro tesi furono respinte in seduta plenaria.

Come dicono gli autori del libro: “Sembra di sentire l’obiezione a questa idea di riforma: è troppo complessa perché serve una legge costituzionale. È vero, ma la complessità non è una buona ragione per impedire una semplificazione istituzionale e un risparmio strutturale di cui l’Italia ha, ora più che mai, vitale bisogno.”

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