Scuola: Bugie e Verità

In queste settimane sulla scuola sono state dette molte bugie e c’è molta ignoranza in materia oltre alle solite e  indecorose  strumentalizzazioni politiche.

Servirebbe una maggiore informazione e una migliore comunicazione da parte del governo. A questo proposito ci limitiamo a citare solo alcuni dati:

  • I dipendenti della scuola oggi sono in totale 1.350.000
  • Il 97% della spesa pubblica è assorbito dalle retribuzioni del personale
  • Sono 9 gli alunni per ogni docente in Italia rispetto ai 13 nel resto d’Europa
  • Sono oltre 10.000 le classi con meno di dieci alunni
  • La spesa per studente è tra le più alte del mondo (5.710 euro l’anno rispetto a 4.623 euro della media Ocse)
  • Gli assistenti di sostegno nella scuola primaria non diminuiranno: sono 93.000 e resteranno 93.000
  • Con la razionalizzazione delle risorse il tempo pieno aumenterà : ad esempio, nell’anno scolastico 2009-10  (secondo il ministero dell’istruzione) le nuove classi a tempo pieno saranno 2.350 e gli alunni in più che ne beneficeranno saranno 49.350
  • L’89% della spesa universitaria serve per gli stipendi di docenti e dipendenti (nel 2007 era l’85,1%)
  • Ci sono sedi universitarie piazzate nei luoghi più disparati
  • Sono 37 i corsi di laurea con un solo studente
  • Sono 327 le Facoltà italiane che hanno meno di 15 iscritti
  • Sono 5 le Università che hanno “buchi” gravi di bilancio (Siena; Firenze; Pisa; Caamerino; Urbino)
  • Sono 5.500 i corsi di laurea esistenti, contro i 2.444 del 2001
  • Il 50% degli studenti sono fuori corso e il 20% non ha superato un esame
  • Sono 170.000 le materie insegnate rispetto alle 90.000 della media europea

Con la conversione in legge del decreto Gelmini sulla scuola, secondo il Centro Studi Sintesi di Venezia (che ha lavorato su dati del ministero e sulla relazione tecnica del decreto) il risparmio derivante sarà di 457 milioni di euro nel 2009, 1,6 miliardi nel 2010,  2,2 miliardi nel 2011 e 3,2 miliardi nel 2012. Il totale ammonta quindi a circa 7,5 miliardi di euro in quattro anni, che si ridurranno nel complesso a poco più di 5,2 miliardi dato che il 30% delle risorse sarà reinvestito nella scuola.

Come scrive la rivista “Economy”,  “ Il che non significa che nei prossimi anni si spenderà meno di oggi. I risparmi sono calcolati rispetto alla crescita tumultuosa della spesa scolastica negli ultimi anni.  Per intenderci, oggi la scuola costa allo Stato circa 43 miliardi di euro, e nel 2012 si viaggerà più o meno sugli stessi livelli, mentre senza il decreto si arriverebbe a 51 miliardi.

Come si ottiene questa “stretta”?  Fondamentalmente attraverso il blocco del “turnover” e la rinuncia ad assorbire 87.000 insegnanti precari e 40.000 tra bidelli e addetti amministrativi precari. Questo vuol dire portare il personale della scuola, in quattro anni e senza licenziare nessuno, da 1.350.000 unità a 1.200.000 circa: l’8-9% in meno. Cercando però di pagarlo un po’ di più.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *