Occupazioni contro la Gelmini: non il fine settimana

Dal Corriere della Sera del 1 novembre 2008: “Ieri un’altra giornata di mobilitazioni. (..) A liceo Volta l’occupazione è iniziata la sera prima. Subito dopo il corteo. In mattinata, poi “abbiamo messo ai voti se continuare anche durante il fine settimana. Ma la maggior parte degli studenti aveva già prenotato per un mini ponte”. Quindi si è deciso per un’autogestione da lunedì”.

Fantastici questi rivoluzionari “escluso il week-end”, perché prima degli ideali viene l’abbronzatura.

Sono stato studente del liceo Volta nella seconda metà degli anni ’80. Da liberale e moderato ho vissuto, contrastandole, violenze ed occupazioni proiettate dall’onda lunga post-sessantottina, le infiltrazioni terroristiche e le derive ideologiche dell’epoca.

Alle infuocate assemblee del Volta intervenivo, rischiando l’incolumità fisica, con il supporto di tanti amici sì che ragionavano con la loro testa, ma pur sempre erano una minoranza. Non ho dimenticato il clima intimidatorio e la malafede dei miei avversari di allora. Ricordo ancora il voto per un’occupazione, in cui sorprendentemente riuscimmo a far prevalere la ragione ed il numero dei contrari sovrastò quello dei favorevoli – il voto fu annullato e rifatto più tardi dai “democratici” fin quando non ottennero l’esito desiderato.

Ebbene preferisco quei pericolosi estremisti, che almeno delle loro ragioni erano convinti, tanto da compiere ogni nefandezza in nome di esse, a questi bambocci che non sanno neanche perché protestano e non sono disposti ad alcun sacrificio personale per sostenere le loro idee.

E questo al di là del fatto che a me la riforma Gelmini piace, ma della riforma ne parleremo.

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