L’Università truccata: un libro da leggere

Circa due mesi fà è uscito nelle edizioni Einaudi il libro “L’Università truccata” di Roberto Perotti, professore di economia alla Bocconi, un libro che la Redazione di Cartalibera consiglia vivamente di leggere e diffondere.

Libro meritorio, che tutti gli studenti in piazza in questi giorni dovrebbero leggere, per capire e sicuramente per indirizzare meglio ogni energia positiva nella giusta direzione. Se gli studenti fossero più informati, i docenti meno ideologizzati e se ci fosse una maggiore consapevolezza dei problemi reali, molti che oggi protestano in strada potrebbero sottoscrivere le proposte contenute in questo libro.

Da alcune pagine del libro di Roberto Perotti e da alcune  recensioni altamente positive sullo stesso rileviamo: “L’Università  è un luogo ingiusto, che favorisce i privilegiati e non incoraggia i più meritevoli. Un’organizzazione che non può funzionare, priva com’è di adeguati incentivi e meccanismi di sanzione. Perché nelle aule universitarie italiane nessuno viene premiato se ha successo nella ricerca.”

“L’università è “il problema” dati gli enormi costi sostenuti dai contribuenti per mantenere gli innumerevoli corsi di laurea e gli innumerevoli professori che hanno la fortura di percepire lo stipendio da questa istituzione essenziale.”

“L’università italiana sta morendo di nepotismo, scarsa selezione nel vagliare il corpo docente, mancanza di incentivi alla produzione scientifica, incapacità di individuare prospettive da seguire da parte di chi ha il compito di governarne l’evoluzione.”  “L’università italiana non è produttiva né equa, non facilitando la mobilità sociale. Serve più selezione, servono più risorse, serve il coraggio politico di restituire al Paese un luogo fondamentale per l’investimento delle future generazioni. Le proposte di Roberto Perotti sono radicali, forse impopolari: privatizzazioni, liberalizzazione delle tasse, delle sponsorizzazioni, delle assunzioni e degli stipendi, allocazione di finanziamenti statali in una forma molto selettiva sulla base di indicatori di produttività scientifica condivisi dalla comunità internazionale.”

“Praticamente ogni ministro ha legato il proprio nome a una rivoluzione dell’università, suscitando dibattiti infiniti su ogni comma di legge. Ma un osservatore esterno che guardasse ai risultati invece che ai mille rivoli delle normative non si accorgerebbe di nulla. Ciò che serve è una cosa sola: abbandonare l’illusione di poter controllare tutto dal centro e introdurre invece un sistema di incentivi e disincentivi efficaci. Questo saggio è la fotografia impietosa di una catastrofe educativa che pesa sul futuro dell’Italia. Ma anche la coraggiosa proposta di alcune riforme semplici e radicali, per rompere definitivamente con decenni di palliativi. Un sistema dove sia nell’interesse stesso degli individui cercare di fare buona ricerca e buona didattica ed evitare comportamenti clientelari. Un sistema in cui ogni ateneo possa fare quello che vuole, ma dove chi sbaglia sia chiamato a pagare. Un sistema che elimini la straordinaria iniquità attuale, in cui le tasse di tutti finanziano l’università gratuita dei più abbienti.”

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