Caso Eluana Englaro: si apre la discussione nel PdL

Sono saliti a 14 i parlamentari del Pdl firmatari della mozione in difesa della libertà terapeutica presentata da Benedetto Della Vedova alla Camera dei Deputati. Alle firme di Margherita Boniver, Peppino Calderisi, Mario Pepe, Alfonso Papa, Lella Golfo, Fiamma Nirenstein, Enrico Costa, Chiara Moroni e Francesco Nucara, si sono aggiunte oggi quelle di Roberto Antonione, Giorgio La Malfa, Sergio Pizzolante e UmbertoScapagnini.
La mozione impegna il governo a “esercitare l’iniziativa legislativa sul tema del cosiddetto testamento biologico, avendo cura di non porre in dubbio o contraddire i principi dell’ordinamento che, a partire dalle disposizioni costituzionali, fondano la legittimità del rapporto terapeutico sul principio del consenso e sulla indisponibilità della vita e della volontà dei pazienti”. A questi fini, si chiede al Governo di “completare la procedura di ratifica della Convenzione di Oviedo e a compiere gli atti necessari per dare ad essa una piena ed intera esecuzione”. I promotori della mozione sostengono che la libertà terapeutica per le persone che versano in stato di incoscienza, di cui la Corte di Cassazione e la Corte di Appello di Milano hanno chiarito i termini di esercizio, trova già oggi pieno riconoscimento nell’ordinamento giuridico italiano, a partire dalle disposizioni costituzionali per giungere alle norme del Codice di deontologia medica. Il contenuto della mozione e dell’iniziativa è stato illustrato  in un incontro pubblico presso la sede del quotidiano L’Opinione “Consenso informato, libertà terapeutica e testamento biologico: lo stato di diritto è dalla parte di Eluana”, a cui hanno partecipato alcuni dei firmatari della mozione (Della Vedova, Papa, Nirenstein e Boniver).

Le altre mozioni della maggioranza saranno discusse e votate tutte insieme mercoledì prossimo nell’aula di Montecitorio. Ottanta invece sono i firmatari per la mozione presentata dall’azzurra Isabella Bertolini, prima firmataria, in cui si chiede al governo di “vietare qualunque atto che legittimi pratiche eutanasiche”. La mozione muove dal presupposto opposto a quello di Della Vedova e cioè che “qualunque vita deve essere vissuta fino in fondo”. La mozione quindi impegna il governo “ad aumentare gli investimenti pubblici per garantire ai malati le adeguate terapie per combattere il dolore, per realizzare nuove strutture di accoglienza per i malati in fase terminale ed i loro familiari, per attivare politiche di supporto, al fine di scongiurare che il malato guardi alla morte come unica via d’uscita dalla propria sofferenza”. La mozione è stata firmata anche dalla teodem Paola Binetti.

Il deputato Maurizio Lupi (Pdl), insieme all’Udc Luisa Santolini, vorrebbe contestare l’invasione nel campo legislativo da parte della Cassazione. E sollevare alla Camera lo stesso conflitto di attribuzione di cui discuterà il Senato. L’ufficio di presidenza della Camera prende tempo. “La questione è estremamente complessa – ha detto Fini – non nel merito ma nelle procedure. Quindi bisogna approfondire bene”.

Dice Beppino Englaro, papà di Eluana: “Da quando i giudici hanno deciso che mia figlia può, anzi, deve essere lasciata morire è stato alzato un polverone che genera solo confusione”.

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