Cooperative: finalmente qualcosa si muove

Finalmente a proposito di Cooperative la Commissione Europea si sta muovendo. Dopo diverse istanze e denuncie, il Commissario per la concorrenza Neelie Kroes ha chiesto ufficialmente al governo italiano alcuni chiarimenti  riguardanti le agevolazioni fiscali di cui beneficiano le cooperative.

Questo è un argomento su cui  siamo più volte intervenuti (si vedano gli articoli di Cartalibera del 20/07/05, del 24/01/06 e del 20/03/06);  poi, nell’autunno del 2007, Cartalibera ha assegnato anche il Premio Controcorrente  a Bernardo Caprotti, presidente di Esselunga, per il suo interessante libro “Falce e carrello”(Ediz. Marsilio).

Probabilmente l’iniziativa del Commissario Neelie Kroes è dovuta alla circostanziata denuncia fatta dallo stesso Caprotti con il suo libro: il controllo del territorio comporta una tendenza al monopolio.

Infatti Caprotti ha denunciato le alterazioni del mercato e della concorrenza nel settore della grande distribuzione generati dalle COOP, grazie a privilegi fiscali e  attraverso un vero e proprio controllo del territorio che impedisce a terzi di entrare e lavorare in certe zone del paese con vari sistemi: piani regolatori; creazione di continue difficoltà per il rilascio delle licenze commerciali; oppure licenze lasciate scadere, ma poi prontamente girate alle Coop; forti condizionamenti di sindaci e assessori; strane decisioni di Sovrintendenze; velate minacce ai costruttori (vedasi in particolare le regioni: Emilia; Toscana; Liguria; Umbria).

Il Commissario Kroes, a dir la verità, non ha avviato una vera e propria procedura di infrazione a carico dell’Italia, ma ha chiesto al governo di limitare gli sgravi fiscali alle cooperative di una certa dimensione.

In particolare, come si legge dagli atti e dalla stampa specializzata, a Bruxelles “suscitano perplessità tre tipi di elementi. Il primo è la deducibilità dal reddito imponibile degli utili accantonati ad apposite riserve indivisibili. Il secondo è la deducibilità dei ristorni dal reddito imponibile delle coop. Il terzo è  lo “sconto fiscale”sugli interessi passivi corrisposti dalle coop ai soci per depositi a breve termine (i c.d. “prestiti sociali”) “.

Altri aspetti importanti invece non sono stati presi  (per ora) in considerazione: ad esempio,  cooperative a vocazione mutualistica sono attive in grosse operazioni finanziarie e (non essendo contendibili) lanciano offerte di acquisto (Opa) su società quotate; esistenza di stretti legami con le amministrazioni “rosse” e con personale politico.

A parte queste considerazioni, comunque questa richiesta della Commissione Europea  è implicitamente un aiuto anche per il Ministro Tremonti dato che, per aumentare il fondo in favore dei meno abbienti, ha in programma una stretta alle coop.

Infatti come si legge dalle prime indiscrezioni apparse sulla stampa:  “E’ previsto l’aumento dal 12,5% al 20% del prelievo fiscale sugli interessi che le cooperative versano ai soci. Richiedere il 5% degli utili netti delle coop a mutualità prevalente che hanno un prestito sociale di almeno 50 milioni. Infine elevare dal 30% al 55% la quota imponibile dell’utile per le coop di consumo. L’adozione di quest’ultima misura risponderebbe quantomeno all’osservazione UE secondo cui la deduzione dal reddito degli accantonamenti a utili indivisibile comporta una forma di aiuto di Stato inammissibile.”

2 comments for “Cooperative: finalmente qualcosa si muove

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