La parte liberale per il Popolo delle Libertà

La grande vittoria della coalizione guidata da Silvio Berlusconi alle elezioni politiche del 13 e 14 aprile consente di sperare in un governo stabile ed impegnato a dare risposte concrete sulla questione cruciale dell’Italia di oggi: come riavviare il percorso di modernizzazione del paese in tutti i settori dove lo Stato svolge un ruolo essenziale – infrastrutture, servizi, regole. Dalle grandi opere alla giustizia, alla sanità, al lavoro, alla formazione, il primo compito di un governo di impronta liberale dovrà essere quello di destrutturare tutto ciò che è pletorico, inefficiente, costoso e fa da barriera o freno all’espressione delle capacità individuali e delle risorse latenti nella società. L’affermazione del merito, della competenza, del rischio, è cruciale per la ripresa dell’economia e al tempo stesso per ricostruire una coesione sociale intorno a istituzioni oggi vissute come vincoli piuttosto che come giunture essenziali della comunità. Lo Stato appare oggi come una tassa ingiusta onnipresente e invadente. Ridimensionare lo Stato dove è abusivo apre la possibilità di rafforzarlo dove è necessario. In pratica, più stato essenziale, più mercato libero. Questo l’impegno fondamentale che la parte liberale del paese richiede al Popolo della Libertà e ai suoi alleati.
Noi guardiamo con fiducia e ottimismo al nuovo governo. Ma abbiamo ancora più fiducia nei meccanismi di controllo e di impulso che possono garantire una partecipazione effettiva dei cittadini alla vita politica del paese. Per questo abbiamo visto con soddisfazione la nascita del Popolo della Libertà, come area d’incontro di tutti coloro che si richiamano, nella loro azione politica, agli assetti istituzionali liberaldemocratici e a una cultura politica volta a privilegiare l’affermazione e la difesa della libertà individuale in ogni campo e la solidarietà con le grandi democrazie liberali del mondo. Ma la politica è fatta di scelte concrete, di opere, di soluzioni. Politica è fare scelte. E sappiamo tutti che le scelte di fronte alle quali si troverà subito il nuovo governo non saranno indolori, spesso appariranno impopolari, provocheranno la reazione di tutti i gruppi di poteri minacciati dalla liquidazione di rendite e privilegi. Per questo riteniamo indispensabile per il successo dell’azione di governo che sia data voce all’interno del nuovo partito a quella “ parte liberale” della politica italiana che è già presente trasversalmente nelle forze politiche che hanno avviato la costituzione del PDL, ma che troppo spesso in passato è stata relegata, così come è avvenuto sul fronte opposto, in un ruolo più di testimonianza che di direzione. Oggi che si avvia il processo di costruzione formale del Popolo della Libertà vogliamo dare il nostro contributo a che nasca un soggetto aperto, ospitale, democratico ed in grado di assicurare a tutte le sue componenti di essere parte attiva nella costruzione di un futuro di libertà e di crescita per il paese. Senza una “parte liberale” è impossibile realizzare una “ rivoluzione liberale”.

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