Il nucleare per una nuova stagione di ambientalismo liberale

Caro Benedetto,

voglio esprimere il mio sostegno all’iniziativa che hai promosso con Edoardo Croci e altri, su un punto che ritengo particolarmente qualificante del nostro programma, la riapertura in Italia della questione nucleare.

I tempi e i modi saranno oggetto di una approfondita valutazione, da svolgere a tambur battente dopo l’insediamento del nuovo Governo, ma è importante ribadire con decisione il senso della nostra visione: l’Italia deve tornare su suoi passi e affrontare con  decisione le questioni dell’approvvigionamento energetico, puntando ad uscire nel volgere di pochi lustri dalla morsa della dipendenza da gas e petrolio. Siamo l’unico grande paese europeo che non produce energia nucleare e anche questa è una ragione di difficoltà nella competizione economica.

Noi non siamo né contro le energie rinnovabili né contro politiche di contenimento dei consumi, ma riteniamo che queste politiche saranno tanto più credibili ed efficaci quanto più avremo il coraggio di rompere il tabù nucleare.

Sono particolarmente d’accordo con il titolo e la prospettiva che avete voluto dare a questo incontro: il nucleare per una nuova stagione di ambientalismo liberale. Prima di tutto perché il nucleare è una fonte assai meno inquinante del petrolio ed evita l’immissione di CO2 in atmosfera. Nonostante la demonizzazione che ne è stata fatta e con la opportuna attenzione alla sicurezza, è una fonte amica dell’ambiente. In secondo luogo perché so che uno dei compiti cui saremo chiamati è proprio quello di rilanciare in Italia le politiche per l’ambiente. Su basi nuove rispetto a quelle disastrose della sinistra, per cui ambientalismo significa immobilismo.

Il loro è un ambientalismo rancoroso, ostile al mercato, alla tecnologia e al progresso. Noi metteremo al centro delle nostre politiche l’ambiente e la qualità della vita degli italiani. Ma lo faremo con politiche che vedano nel mercato e nella tecnologia non i nemici ma i migliori alleati dell’ambiente. Del resto, noi siamo liberali, loro no.

Buon lavoro

Silvio Berlusconi

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