Se lo dice anche il suo testimone di nozze!

Walter Veltroni, candidato premier per il Partito Democratico, come comunicatore, è indubbiamente brillante, anche se superficiale, generico (quasi ovvio) e un po’ piacione; se poi lo paragoniamo a Romano Prodi, in tema di abilità oratoria, è bravissimo.

Qualcuno lo ha definito il nuovo Zelig della politica italiana, altri il “pifferaio”, altri, come il comico Crozza, il teorico del “ma anche”.

Crediamo però che il ritrattino disegnato da un suo amico carissimo, come il cantante Francesco De Gregori, sia perfetto.

Il cantante De Gregori, tra l’altro suo testimone di nozze, in una intervista l’estate scorsa al Corriere della Sera, aveva dichiarato che, innanzi tutto, non lo avrebbe votato come candidato alla segreteria del Partito Democratico, poi aveva aggiunto:

“Gli voglio un bene dell’anima. Abbiamo pranzato, cenato, siamo andati insieme in vacanza, sono stato suo testimone di nozze”.

“Dice tutto e il contrario di tutto. Mostra una grande ansia di piacere”.

“Sento un gran bel parlare, belle promesse, i riferimenti coltivati da sempre, Kennedy, Don Milani, Olof Palme. Ma non riesco a ricondurlo a una chiara intenzione politica”.

“Si presenta come un uomo nuovo, ma lo è fino a un certo punto”.

“Tutti parlano del modello Roma. Ma Roma mi pare sempre più una città che cerca di nascondere lo sporco sotto il tappeto. I grandi problemi di una grande città  – traffico, sicurezza, legalità – sembrano più spesso elusi, che affrontati e risolti. Va da sé che Roma è bellissima, da San Pietro al Colosseo; ma certo non è merito di Veltroni”.

Sottoscriviamo.

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