I “rednecks” contro Obama: ovvero il fattore “Tom Bradley”

Mai dire la verità! Sempre, mentendo, seguire il ‘politically correct’, quanto di più ipocrita sia stato inventato.

Questo e non altro viene da scrivere vedendo le reazioni della sinistra alle recenti dichiarazioni di Gianfranco Fini a proposito di Barack Obama e delle sue concrete possibilità di arrivare a White House.

Il presidente di AN ha ragioni da vendere quando afferma che il candidato democratico, per quanto nessuno osi dirlo pubblicamente, nel segreto dell’urna, il prossimo 4 novembre, dovesse essere lui il ‘nominato’, raccoglierà molti consensi in meno di quanti i sondaggi e i media gli attribuiscano o pensino.

Fatto è che in tutti i, come sempre dal dopoguerra, decisivi Stati del Sud – in particolare, del ‘profondo Sud’ – saranno proprio i democratici conservatori e voltargli le spalle e a votare per il rivale, numerosissimi essendo tuttora (anche se, in qualche modo, sottotraccia) i ‘rednecks’.

Antico e colorito termine spregiativo, il vocabolo or ora citato indicava all’origine i contadini bianchi e poveri appunto del Sud USA che, conseguenza del loro lavoro, avevano il collo (neck) arrossato (red) dal sole e la cui caratteristica era di essere ‘provinciali, rozzi, gretti’, dei veri “bifolchi reazionari e razzisti” (come riporta il Dizionario delle frasi idiomatiche, colloquiali e gergali americane edito da Zanichelli).

In poche parole, i protagonisti di ‘Il piccolo campo’ o ‘La via del tabacco’ di Erskine Caldwell, dell’eccezionale ‘Furore’ di John Steinbeck, di alcuni racconti di James Cain, del bellissimo ‘Sia lode ora a uomini di fama’ di James Agee…

Figure dai più ritenute d’altri tempi, gli ancora numerosissimi ‘rednecks’ sono pronti anche oggi a recarsi alle urne per votare ‘contro’ un qualsiasi candidato nero, chiunque esso sia.

Nessun sondaggio potrà scoprirlo visto che persino il razzismo, come ha di recente dichiarato Larry Flint, “si è adeguato al ‘politically correct’.

E, del resto, è possibile non ricordare, in proposito, quanto occorso nel 1982 e nel 1986 al sindaco nero di Los Angeles Tom Bradley quando si candidò per il governatorato della California (che, peraltro, non appartiene al predetto ‘profondo Sud’ ed è uno Stato considerato da tutti come molto ‘avanzato’)?

In testa di dieci punti nelle rilevazioni realizzate il giorno precedente il voto, Bradley perse entrambe le volte nettamente.

Ove mai, quindi, Obama si trovasse in corsa il 4 novembre, grande (c’è da scommetterci) sarebbe l’affluenza alle urne in Alabama, Georgia, Nord e Sud Carolina, Oklahoma e compagnia bella perché anche molti che normalmente non andrebbero a votare saranno spronati a farlo, per dargli contro, dalla sua presenza.

Un’ultima annotazione: si eccepirà che il candidato nero ha vinto le primarie battendo la rivale Hillary proprio nei citati Stati ma quanti dovessero così dire dimenticano che allora alle urne si recò solo una parte dei democratici e che quelli a quel momento rimasti a casa, uniti ai repubblicani, formano una maggioranza assolutamente imbattibile.

In poche parole, se è sempre praticamente impossibile per un appartenente al partito che fu di Kennedy vincere la corsa alla Casa Bianca senza essere in grado di strappare ai GOP qualche Stato del Sud – che abitualmente, dal dopoguerra e ancor più dal 1968, per la presidenza, vota repubblicano – per il senatore dell’Illinois la questione è ancora più ardua.

Difficilissimo considerarlo davvero ‘eleggibile’!

2 comments for “I “rednecks” contro Obama: ovvero il fattore “Tom Bradley”

  1. 21 luglio 2014 at 19:01

    Ieri sera The Notwist a Ferrara…e8 da tempo che voglio velredi…si puf2 dire che e8 uno dei miei gruppi preferiti…e ieri dopo aver ascoltato gli Yuppie Flu, come in un film un simpatico e generossissimo psicopatico ci ha fatto scavalcare la rete del backstage … ed eccomi a fotografare da dietro il palco, a bere la birra dei camerini, stringere la mano ai notwist e consegnare a loro il mio prezioso gadget…il pimpumfrisbeela gente che gremiva la piazza era molto tranquilla sia nel comportamento sia nel vestire…ma comunque due belle prede trovate anche questa volta…

  2. Dao
    6 luglio 2014 at 16:46

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