Veltroni: Il nuovo Zelig della politica italiana

Zelig, personaggio di un famoso film di Woody Allen, era vittima di una ignota malattia che si manifestava nella trasformazione psicosomatica dei tratti in conseguenza del contesto in cui l’individuo si trovava.  Il “camaleontismo” di Zelig con il tempo si trasformò poi in una moda.

Noi lo chiamiamo anche “trasformismo”  per indicare la particolare abilità di personalità della politica nel mutare indirizzo in un brevissimo volgere di tempo. Qualcuno parla anche di cerchiobottismo,  cioè come dice un vecchio proverbio popolare,  spesso è conveniente dare un colpo al cerchio ed uno alla botte.

Veltroni in questo senso  è veramente uno Zelig, dice tutto e il contrario di tutto, è ecumenico. Senza alcun dubbio è bravo, cura molto l’immagine, tenta un completo restyling del Partito Democratico dopo la disastrosa gestione di Prodi.

Ha ragione però il comico Maurizio Crozza:  il veltronismo è tutto un “ma anche” e il programma economico-politico del Pd non fa eccezione. I suoi “ma anche” non sono solo una divertente macchietta “crozziana”, ma, come qualcuno ha scritto, sono diventati il vero punto focale della sua campagna elettorale. Veltroni si sta lasciando travolgere dalle sue stesse parole, dalle sue stesse promesse.

Circa otto mesi (quindi in tempi non sospetti), quando Veltroni si è presentato per le primarie con un preciso documento programmatico, su Cartalibera (27 luglio 2007), scrivevamo: “Abbiamo letto questo elenco di  riforme, e a dir la verità, ci siamo anche stupiti. L’abbiamo riletto e ci siamo detti: ma questo Veltroni, venendo a Milano, ha copiato da Berlusconi. Ora Veltroni, con un voltafaccia che ha dell’incredibile, sostiene tesi che, un anno fa, la sua parte politica aveva demonizzato. D’altra parte Veltroni (“Nutella”) non è nuovo a queste capriole. Dopo essere stato per anni responsabile della Federazione Giovanile Comunista, ha poi dichiarato che non era mai stato comunista (!!!)”.

Nel 2006 aveva detto che dopo l’esperienza di sindaco di Roma si sarebbe ritirato dalla vita politica andando in Africa e, di fronte allo stupore dell’intervistatore, aveva risposto: “Vedremo se sarà vero o no”. Ed infatti….

Veltroni ha annunciato che correrà da solo, poi imbarca Di Pietro e radicali; dice di staccarsi dalla Sinistra radicale, dopo l’esperienza negativa del Governo Prodi, poi stringe alleanze con la Sinistra radicale in tutte le prossime elezioni regionali e locali (vedi Sicilia; Roma; ecc.); dice che il Governo Prodi va difeso, poi fa di tutto per evidenziare una discontinuità, anzi lo rimuove del tutto  (a proposito i vari Prodi, Padoa Schioppa, Visco, tuttora in carica, sono letteralmente scomparsi).

Dice di ridurre le tasse tagliando dal 2009 un punto l’anno dell’Irpef per tre anni. A questo punto uno si domanda: ma dov’era in questi mesi quando il Governo Prodi, composto da ben 16 ministri del Partito Democratico, aumentava le tasse. Dire “meno tasse”, senza fare cifre, vuol dire tutto e niente.

Non parliamo poi dell’ovvietà e della superficialità del suo programma: Alcuni esempi: ”Spendere meglio, spendere meno” (Ma chi non è d’accordo? comunque sui tagli della spesa pubblica è completamente vago); “Premiare il merito? (Ma il suo tanto amato e citato Don Milani, nella famosa “Lettera ad una professoressa” non era contrario al merito?, perché classista ).

In campo ecologico parla di rottamare il petrolio e raffigura l’Italia come il “Paese del sole”, dice “Sì all’ambientalismo del fare”  e contrasta la politica dei no. A questo punto uno si domanda: ma chi era contrario ai termovalorizzatori, rigassificatori, alla TAV? Nonostante lo scandalo della “monnezza” di Napoli continua ad appoggiare Bassolino e la sua giunta.

Addirittura sulla pedofilia propone la tesi di Calderoli, che a suo tempo era stato definito fascista e becero.

Nelle liste ha imbarcato Di Pietro (giustizialista e forcaiolo ), i radicali con il marchio laicista di Pannella (anticlericale), i Teo-dem (clericali integralisti),  Ichino e Colaninno Junior (Confindustria di Montezemolo), l’ex-Vice Capo della Polizia De Sena e l’ex-Prefetto di Roma Serra (questurini).

E’ possibile governare con una lista di candidati così poco omogenea?

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