I duelli elettorali più interessanti

In questi giorni si parla, senza ancora certezze, dei prossimi duelli elettorali nei collegi uninominali e per le elezioni del Presidente della Regione Sicilia.

Ci sono due sfide che mi piacerebbe vedere davvero.

La prima è quella fra Stefania Prestigiacomo e Anna Finocchiaro in Sicilia. Dopo il vergognoso festeggiamento dell’ex presidente Totò Cuffaro per essere stato condannato a solo 5 anni, è veramente incomprensibile per chiunque (tranne forse per i siciliani) come l’autonomista Lombardo sia disposto ad accettare l’appoggio di Berlusconi solo a condizione che vi sia anche quello dell’UDC ed in particolare di Cuffaro.

Nè ci è parso molto elegante il modo in cui il plenipotenziario di Forza Italia nell’isola Gianfranco Miccichè ha cercato sin dall’inizio di “bruciare” la candidatura della Prestigiacomo, che nulla aveva chiesto o preteso.

La Prestigiacomo apparirà anche un pò algida, ma è certamente persona onesta e perbene, con alle spalle un’esperienza ministeriale ed imprenditoriale, dotata di grande coraggio ed indipendenza intellettuale, come ha dimostrato nel sostenere i valori laici e liberali anche contro parte del suo stesso schieramento.

Anche della Finocchiaro, che pure milita nello schieramento opposto, non si può dir male.

Due facce pulite, lontane dalla vecchia politica siciliana, sempre troppo in odore di mafia e di compromessi fra i notabili. E poi, diciamo la verità, alla regione più maschilista d’Italia non farebbe male essere governata da una donna con le giuste qualità. Ai milanesi, con la Moratti, mi si consenta di dirlo, è andata proprio bene.

La seconda sfida che vorrei vedere è quella fra Roberto Formigoni ed Umberto Veronesi al collegio senatoriale Milano 1. Qui il voto liberale sarebbe forse meno scontato. Formigoni, abituato a stravincere, dovrebbe sudarselo. Ma se riuscisse a battere Veronesi con un buon margine sarebbe difficile negargli l’ambito ministero.

Non rischia poco Formigoni, nel lasciare la strada sicura della Regione. Questa volta non potrà cambiare idea e tornare suoi suoi passi.

Anche l’ex ministro Veronesi si giocherebbe parecchio nel confronto. E’ abituato ad ottenere ciò che vuole ed è stimato anche a destra, ma questa volta la strada è in salita.

Certo c’è da chiedersi come farà a conciliare gli ambiziosi programmi scientifici ed immobiliari con l’impegno politico. Se, poi, come speriamo, il prossimo premier sarà Berlusconi, il ruolo di semplice “peone” andrà un po’ stretto al noto oncologo.

In conclusione, non ci piacciono le sfide scontate ed ancor meno quelle fra personaggi di basso calibro (e ce ne saranno in abbondanza). La buona politica si alimenta di confronti fra persone che ci portano freschezza di idee, credibilità ed indipendenza mentale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *