Enormi sprechi e furti negli acquedotti

Circa un mese fa la Fondazione Civicum ha presentato i risultati di  una Ricerca realizzata dall’Ufficio Studi di Mediobanca riguardante i costi, la qualità e l’efficienza dei servizi pubblici locali dei maggiori comuni italiani, che operano nei settori dell’energia, trasporti locali, igiene urbana, servizi idrici e aeroporti.

Questa ricerca ha riguardato 39 aziende, esaminate nel quadriennio 2003-2006.

Ora qui ci limitiamo ad evidenziare un problema macroscopico che è emerso da questa ricerca e che riguarda il settore dei servizi idrici. Infatti tra i numerosi dati raccolti salta subito all’occhio un importante indicatore della qualità della gestione del servizio idrico, cioè il dato relativo alle perdite  calcolato come rapporto tra acqua fatturata ed acqua immessa in rete.

Occorre premettere che l’insieme di imprese considerate nella ricerca rappresenta circa il 30% del totale di metri cubi d’acqua immessi per l’intero Paese.

Complessivamente le aziende del settore idrico interessate nella ricerca hanno perso (“non fatturato”) nel 2006 circa 870 milioni di mc. d’acqua, pari ad oltre 400 milioni di euro.

Cosa significano queste cifre? Con l’acqua perduta sopra citata si sarebbero potuti distribuire 250 litri di acqua al giorno a  9,5 milioni di persone.

La differenza tra l’acqua immessa in rete e quella fatturata  dipende da una serie di fattori: ad esempio perdite della rete per rotture delle condotte e degli organi idraulici (perdite fisiche o reali); prelievi abusivi, furti e malfunzionamenti dei contatori (perdite cosiddette amministrative, poiché l’acqua è stata in realtà fruita ma in modo improprio); poi ci sono gli usi d’acqua che non generano fatturazione (es. fontane pubbliche o utilizzi per il lavaggio delle condotte).

Chi sono i maggiori spreconi? Le perdite maggiori sono state registrate dall’Acquedotto Pugliese: il 50,3%, cioè più della metà.  Poi ci sono le reti di Trieste con il 38,6%, e di Roma (Acea) con il 35, 4%.

L’acquedotto che ha le perdite più basse è quello della MM di Milano con il 10,3% e poi quello di Napoli con il 18,3%

L’Acquedotto Pugliese ha anche le perdite per abitante più elevate: 184 litri al giorno. La rete di Roma (Acea) ha il massimo delle perdite giornaliere per Km di rete (68 mc).

Certamente nella valutazione di questi dati occorre tenere in considerazione la lunghezza della rete e la morfologia del territorio: una rete di adduzione che va in profondità  subisce maggiori perdite rispetto ad una rete più superficiale, così come una rete di distribuzione molto capillare ne ha più di una concentrazione presso poche utenze. Comunque le cause più importanti di queste perdite sono le carenze strutturali cioè la componente su cui agire maggiormente per contenere il livello delle dispersioni attraverso lavori di controllo e manutenzione.

Comunque a nostro avviso esistono margini di ricupero delle dispersioni non solo attraverso la riparazione delle falle, ma anche attraverso il recupero dell’evasione tariffaria, dei prelievi abusivi ed il generale miglioramento dell’efficienza dei contatori presso le utenze.

L’Ufficio Studi della Mediobanca conclude la ricerca e scrive: “In fatto di spreco di acqua l’Italia ha uno spiacevole primato: ne butta via il 14% più della Francia, il 36% più della Spagna, il 56% più della Gran Bretagna e il 311% più della Germania.

Signori, vogliamo tappare questi buchi?”.

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