Elezioni subito

Finchè ha resistito, Prodi si è sgolato nel ricordare a tutti che, dopo una sua eventuale caduta, l’unica strada possibile sarebbero state elezioni immediate.

Ora che la caduta c’è stata – e nel peggiore dei modi – il nostro è già pronto ad invocare la necessità di un governo istituzionale per rifare la legge elettorale.

Fatto ancora più singolare, visto che lo stesso ha cercato di impedire il dialogo sul tema tentato da Berlusconi e Veltroni.

Della caduta di questo governo non possiamo che rallegrarcene. Di buono ha fatto proprio poco. Ce lo ricorderemo soprattutto per il fortissimo aumento della pressione fiscale e lo sperpero del “tesoretto”

rapinato agli italiani e per la scarsa statura (con le debite eccezioni) della sua numerosissima compagine.

In realtà Prodi si è intestardito nel governare senza avere con sé la maggioranza del Paese sin dall’inizio e con una coalizione senza identità in cui c’era tutto ed il contrario di tutto e dove le ali estreme e massimaliste hanno avuto l’ultima parola su ogni questione.

Il finale, con le “tragedie” di Mastella e Pecoraro Scanio, è stato veramente inglorioso, degno del protagonista che ha cercato di tenere insieme un’armata brancaleone destreggiandosi tra minacce e blandizie.

Elezioni subito: è quello che vogliono e di cui hanno diritto gli italiani. Ogni ritardo può solo far male al Paese, alla sua economia, alla sua credibilità internazionale (e spiace che Montezemolo non l’abbia capito).

I candidati ci sono: Berlusconi contro Veltroni. Per parte nostra tifiamo per il primo, anche se non ci dimentichiamo

le lacune del precedente governo, dove un programma liberale e liberista è stato di fatto accantonato per non dispiacere alle componenti stataliste della coalizione.

Questa volta ci aspettiamo che il Cavaliere abbia fatto tesoro degli errori passati: è probabilmente la sua ultima chance per passare alla storia come l’uomo che ha rilanciato lo sviluppo italiano, ma per farlo deve realizzare una “rivoluzione liberale.

Per questo guardi bene in faccia i candidati e gli uomini che porterà al governo e non si faccia condizionare dalle pastoie della politica. Rafforzi l’anima liberale del polo di centro-destra. Guardi al programma di Sarkozy.

Elezioni subito!

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