Mala-Giustizia

In questi ultimi giorni si è parlato a lungo, sui giornali e in Tv, sul caso De Magistris-Mastella- Prodi, sulle liti in diretta tra i due ministri Mastella e Di Pietro e su altre sceneggiate televisive degne di De Filippo o di Alberto Sordi. Il risultato che ne esce è profondamente negativo: grave scontro istituzionale e politico ; arroganza della Casta per bloccare le inchieste giudiziarie; smania di protagonismo di magistrati presenzialisti e spregiudicati che rilasciano continue interviste; eccessiva esposizione mediatica della magistratura; veleni e sospetti con lotte intestine all’interno di singole Procure (vedi Catanzaro e Palermo); avocazione della inchiesta fondata su premesse molto discutibili;   processi mediatici; sputtanamento generale.

Non parliamo poi dell’inefficienza strutturale della magistratura che evidenzia uno sfascio della giustizia penale e civile.

A questo proposito, vorrei citare due piccoli casi (ma emblematici) apparsi recentemente sui giornali,  della inefficienza della nostra giustizia: una vera e propria presa in giro.

Primo caso: due pensionati di Foggia hanno fatto causa all’INPS, chiedendo la rivalutazione della loro pensione e gli arretrati. La prima udienza è stata fissata per il 17 febbraio 2020, dico il 2020, cioè  tra tredici anni. Probabilmente la prima sentenza sarà emessa verso il 2023, se tutto va bene. Poi ci saranno altri rinvii, ci sarà l’appello, probabilmente si arriverà a sentenza definitiva verso il 2030; ma a quella data i due pensionati saranno ancora vivi?

Secondo caso : una signora di Roma ottiene nel 1982 (cioè 25 anni fa), per un suo appartamento, la prima sentenza di sfratto poiché l’inquilino non pagava l’affitto, e nemmeno le spese condominiali. Ora la signora è morta senza avere indietro il suo appartamento.

Sul caso in questione sull’Opinione leggiamo: “Già, perché in Italia non è mica sufficiente avere ragione e vincere una causa, è necessario curarsi anche dell’esecuzione, continuare a finanziare con i propri soldi lo Stato incapace di far rispettare se stesso, cercare un non gratis ufficiale giudiziario. E non basta nemmeno essere tenaci, perché poi arrivano le “proroghe degli sfratti”, che, in un colpo solo, rendono inutili i diritti dei cittadini, il diritto alla proprietà, ed anche il lavoro lentissimo ed esasperante delle toghe.”

I casi poi di continui rinvii o di spostamento di tre, quattro o cinque anni delle udienze per cause civili sono abbastanza frequenti, anzi direi numerosi.

Di fronte a questi casi di inefficienza si può ancora aver fiducia nella magistratura?

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