L’occupazione di una casa è un abuso, sempre e comunque

Nei giorni scorsi hanno fatto scalpore due sentenze della Corte di Cassazione.

La prima sentenza pronunciata dalla seconda sezione penale della Cassazione afferma che “occupare una casa non è reato per chi è estremamente indigente”.

La seconda  sentenza  sancisce “la piena legittimità delle amministrazioni locali di requisire  case sfitte per assegnarle a famiglie sfrattate”.

Le reazioni delle forze politiche sono state vivacissime e opposte.

Da parte di autorevoli esponenti della sinistra (ad esempio i ministri Ferrero e Bindi o il sottosegretario Cento, ed altri) si è parlato di “un punto fermo di grande civiltà nei diritti sociali delle persone e il governo ne deve tenere conto”, di una sentenza che “può aiutare  gli amministratori nella loro funzione  di salvaguardia sociale”, si è parlato anche di un progetto di legge teso a legalizzare l’occupazione di case sfitte.

Francesco Caruso di Rifondazione poi ha affermato «Da anni ribadiamo nelle piazze di tutt’Italia che occupare una casa è un diritto, non un reato. Oggi la Cassazione conferma quest’elementare principio democratico: un tetto non è un privilegio, ma un diritto fondamentale che travalica gli interessi economici degli speculatori immobiliari che lucrano sul diritto all’abitare».

Da parte invece di diversi esponenti del centro-destra si è parlato di “istigazione alla illegalità e di offesa per i cittadini onesti”, di “espropri proletari”, di “bizzarria giuridica che può avere esiti disastrosi” : praticamente “la suprema corte sposa la linea secondo cui la poverta’ giustifica qualsiasi atto a danno della proprietà privata che a norma di legge deve essere tutelata”, “spaventa poi la deriva ideologica sottesa ad una simile sentenza soprattutto in un momento in cui l’allarme sicurezza è ai massimi livelli”.

In sostanza la Cassazione ha inserito così il “diritto all’abitazione” tra i “beni primari” che meritano di essere annoverati tra i diritti fondamentali della persona, tutelati dall’articolo 2 della Costituzione: pertanto l’occupazione abusiva di una casa, da parte di una persona in stato di grave necessità, è da ritenersi «giustificata».

A nostro avviso le due sentenze sono sconcertanti  e quasi sicuramente favoriranno un aumento ulteriore dell’attuale abusivismo, già preoccupante; aumenteranno coloro che pensano che gli appartamenti di proprietà pubblica sono di chi se li prende.

A questo punto, uno si può anche domandare: dov’è la novità? Infatti nelle grandi città (Milano, Roma, Napoli,ecc.) l’abusivismo è, da tempo, molto diffuso; si tratta solo di ufficializzare quello che già accade.

Ad esempio a Milano e provincia le occupazioni abusive delle case di proprietà dell’ALER e del Comune sono circa 5.000, dico cinquemila, (a Roma e a Napoli le percentuali di abusivismo sono ancora più elevate)  e ci sono circa 14.000 persone iscritte nella graduatoria per l’assegnazione delle case popolari. Queste persone hanno le carte in regola per ottenere l’alloggio, ma purtroppo le assegnazioni vanno molto a rilento, l’anno scorso  sono state un po’ più di 300.

Per questo motivo  i veri danneggiati da questa sentenza della Cassazione sono le famiglie per bene che sono da anni in graduatoria: in sostanza, viene negato il diritto di un altro potenziale e legittimo assegnatario.

Inoltre non si può usare l’indigenza come motivo per legalizzare comportamenti illegali o antisociali.

Occupare vuol anche dire negare al legittimo proprietario il diritto di usufruire. Se adesso la casa diventa un diritto cosa devono dire o fare i proprietari quando si vedono l’appartamento occupato? La proprietà privata è un diritto che va difeso e salvaguardato.

Certamente il governo deve tenere conto di certi fenomeni di grave disagio sociale; lo Stato e gli Enti Locali devono occuparsi di coloro che sono in difficoltà mediante un piano di costruzione di nuove case, di affitti a canone sociale, di agevolazioni fiscali o penalizzazioni per le case sfitte da troppo lungo tempo, di sistemi di monitoraggio e controllo per l’utilizzo delle case sfitte.

Come ha scritto correttamente la Presidente dell’Osservatorio sulla legalità e sui diritti, Rita Guma: “Un diritto disatteso non puo’ giustificare una illegalità. Se i familiari di una vittima di omicidio non vedono condannare il sospetto responsabile del delitto, non per questo sono autorizzati a farsi giustizia da soli. Se una persona non trova lavoro, non per questo e’ autorizzata a rubare, anche se lo stato di indigenza puo’ essere considerato una attenuante al suo reato. Peraltro, anche la proprieta’ privata e’ tutelata dalla Costituzione e dal Codice Civile e penale. Se passasse il concetto che il diritto ad una casa abilita ad impossessarsi di un alloggio, qualora una persona indigente occupasse la seconda casa vuota di un privato cittadino questi non potrebbe appellarsi alla legge per la restituzione del maltolto e per il pagamento dei danni.  Certamente quello alla casa e’ un diritto primario che lo Stato deve soddisfare, ma il sistema giudiziario dello Stato deve garantire i diritti di tutti, non solo di una delle parti in causa, e deve farlo attribuendo a ciascuno la sua diretta responsabilita’.  Sarebbe compito del tribunale (ed un pubbico ministero ha i poteri per farlo) accertare eventuali responsabilita’ od inadempienze da parte di amministrazioni comunali o di amministrazioni dello Stato o del governo nell’assegnare o prevedere l’assegnazione di un alloggio alla persona indigente.”

Per concludere un’ultima chiosa: Se gli enti previdenziali,invece che in appartamenti di lusso da offrire sottocosto ai potenti, (vedi gli ultimi scandali delle case vendute sottocosto agli esponenti della cosiddetta Casta politica) investissero in edifci popolari da dare a prezzo equo ai poveri,sarebbe meglio. Ma forse è troppo semplice.

2 comments for “L’occupazione di una casa è un abuso, sempre e comunque

  1. Marisa Mocci
    27 maggio 2014 at 09:26

    Mi anno occupato la mia casa ocupata abusivamente e mi anno rubato tutto vestiti roba personale mia soldi documentazione di casa contratto di locazione bolete pagate tutto quello che cera dentro casa anche il mio apparecchio perche io sento poco da la nascita la mattina del 22 marzo 2014 o chiamato anche i vigili urbani la polizia per cercare di rientrare in casa mia ma non mi anno dato assistenza la sera verso le 20 o chiamato anche i carabinieri e loro si sono fatti aprire non vi dico che o trovato la mia casa ocupata abusivamente e mi anno rubato tutto vestiti roba personale sfondato la porta e la finestra i vetri rotti oggi siamo al 27 maggio nonostante li anno dato i 10 giorni per uscire dalla mia casa questa sta ancora li o provato a chiamare al sindaco di Roma Ignazio Marino non importa niente dei miei problemi aitatemi

  2. 26 luglio 2011 at 13:41

    Parole sante.

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