Basta con la casta dei cattivi maestri!

Nei giorni scorsi è apparso un appello, “Gaza vivrà”, rivolto al presidente Prodi contro Israele  “genocida”. E’ una petizione a favore del movimento fondamentalista palestinese di Hamas, contro Israele e di fatto  contro lo stesso Abu Mazen. La raccolta delle firme on line ha già mobilitato molti sostenitori dall’Italia e dall’estero. A pubblicizzare l’iniziativa, ci sono molti siti internet vicini alla lotta palestinese.  Come primi firmatari vediamo i nomi di Margherita Hack, Gianni Vattimo, Franco Cardini, Edoardo Sanguineti, Lucio Manisco, e numerosi altri.

Questo appello non è solo una petizione a favore dei palestinesi o una petizione per sostenere la creazione di uno stato palestinese a fianco di quello israeliano, qui si parla di mettere fine ad un embargo “genocida”.

Nell’appello Israele è paragonato ai nazisti, la sua politica a quella del Terzo Reich. E una sola parola può racchiudere tutto questo: “Genocidio!”, appunto.

Non dimentichiamo che Hamas predica la distruzione di Israele e rivendica il terrorismo come strumento per la propria azione politica. Ha trasformato Gaza in una rampa di lancio per offensive missilistiche, politiche e mediatiche contro Israele.

Ma per i nostri intellettuali, ( i nostalgici di Saddam, i sostenitori Di Castro e Chavez) tutto questo è del tutto indifferente.

Per contestare questi cattivi maestri e per smascherarli,  il quotidiano nazionale L’Opinione ha lanciato una sottoscrizione di un manifesto composto da una sola frase: basta con la casta dei cattivi maestri!

Il nostro giornale Cartalibera aderisce e sottoscrive questo manifesto dell’Opinione.

2 comments for “Basta con la casta dei cattivi maestri!

  1. 21 luglio 2014 at 18:02

    Jun21 Questa intervista mi fa rspeniare a quei meccanismi di cui parla Orlando in Due letture freudiane. Fedra e il Misantropo e per una teoria freudiana della letteratura (in particolare nel primo), dove il testo, soprattutto nella sua rappresentazione teatrale, ha la capacite0 di parlare di contenuti che normalmente noi reprimiamo (parla di represso, in luogo di rimosso, poiche9 il represso attiene di pif9 alla sfera sociale, come del resto la letteratura), e di farlo attraverso la finzione. Cosec nel teatro, nella tragedia, e dunque nei testi tragici, noi vediamo la forma di pulsioni che in qualche modo appartengono alla natura umana, ma in un contesto che e8 protetto, poiche9 riguarda qualcun altro, non noi (diverso sarebbe se vedessimo una tragedia incentrata sulla nostra storia, dunque).Ecco, cif2 che e8 terribile di questa informazione e8 che applica una versione perversa di questa dinamica, poiche9 abbiamo la storia vera, che ci parla di cose a noi vicine (morte, rabbia, violenza, vicini, famiglia, ecc.), ma scaricando il peso del negativo sul mostro ci rende immuni, e ci fa sentire migliori. Mentre se fossero personaggi mitici, o di fantasia, noi non potremmo essere investiti da questo senso falso di superiorite0 e innocenza, poiche9 i paragoni avrebbero poco senso.Per cui, rispetto alla tragedia, sui media questo trattamento agisce per renderci aliene questo tipo di pulsioni, queste sensazioni pre-razionali, perche9 alla fine, se le sentiamo, se riusciamo a stabilire una connessione emotiva, o se quelle vicende toccano qualcosa dentro di noi, si puf2 dire che sia colpa dell’orco cattivo, e non sia una semplice dinamica connessa alla capacite0 umana di sentire.Ecco, magari questa cosa te la dovevo dire prima che tu scrivessi il libro, ma mica ce lo sapevo che lo stavi scrivendo Se vuoi approfondire, ti consigli il primo libro citato, perche9 la parte iniziale e8 ben schematizzata, e quando poi passa all’analisi dei testi questo schema viene applicato in concreto sul linguaggio delle due opere.

  2. 6 luglio 2014 at 07:34

    Polk sounds like sonomee who is too accustomed to having his way. And when he walks into his new office, there will only be a desk and chair. No papers on the players or anything. Oh yeah, Ron, that’s a great way to help the program.

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