Deficit culturale della sinistra in tema di sicurezza

In queste settimane, a proposito di ordinanze comunali sui lavavetri, sui graffitari, sui poteri speciali da dare ai sindaci (poi chiamati sindaci-sceriffo),   è apparso chiaramente un deficit culturale nel modo in cui la sinistra normalmente ragiona e affronta i temi della sicurezza.

Ad esempio, molti politici e intellettuali della sinistra radicale pensano che se una persona commette un reato “è sempre e comunque colpa della società”, l’uomo buono rovinato dalla società, si filosofeggia sui delitti e sulle pene: a nostro avviso invece, questo modo di ragionare è il solito “giustificazionismo sociologico d’accatto” di certa sinistra.

Oppure di fronte a certe forme di illegalità diffusa, di microcriminalità, si dice che il problema è un altro o che le priorità nel nostro Paese sono altre, si tenta sempre di minimizzare o rinviare la decisione sul problema: a nostro avviso invece è il solito “benealtrismo”, vizio infantile di una certa sinistra  che dice sempre che il problema è un altro.

Certamente il problema dei lavavetri o dei graffiti o dell’abusivismo commerciale o delle baraccopoli o della microcriminalità è inferiore  rispetto a quello della ‘ndrangheta o della mafia o del terrorismo internazionale. E’ opportuno però ricordare che la sicurezza è un diritto sacro e inviolabile come il diritto alla salute e all’istruzione.

Importante è cominciare e decidere, anche  iniziando dalle piccole  infrazioni. In un precedente articolo su Cartalibera  avevamo citato la teoria dei vetri rotti.  Sulla base di alcuni esperimenti comportamentali, alcuni anni fa, due criminologi americani avevano spiegato la famosa  teoria  dei vetri rotti, la “Broken Windows Theory”.

Se si lascia un vetro rotto in un edificio, presto tutti gli altri vetri saranno rotti da bande di vandali. Se si comincia a scarabocchiare sui muri, presto tutti i muri della zona saranno pieni di graffiti.

Perché? E’ un semplice segnale: non c’è nessuno che controlla; non c’è nessun prezzo da pagare; non ci sono conseguenze negative. Da qui una disgregazione pericolosa delle norme comportamentali degli individui e della società.

Sulla base di questa teoria, l’ex-sindaco di New York, R.Giuliani, applicando la cosiddetta “tolleranza zero” anche per piccole e modeste infrazioni, ha risanato e cambiato il volto della città.

Per questo motivo i problemi della legalità e della sicurezza rivestono oggi una grande importanza e quindi  devono avere la priorità nelle azioni del Governo centrale e delle Amministrazioni pubbliche locali.
L’illegalità, qualunque sia la ragione che la determina, non può trovare giustificazione. Ci vuole maggiore severità nei controlli e serietà nei provvedimenti sanzionatori per dare più ordine alle nostre città.

La sinistra massimalista tenta sempre di giustificare i nostri graffitari o le occupazioni abusive di case popolari o private  e si oppone ai riformisti o ai sindaci del centro sinistra contrari alle violenze o che hanno emesso ordinanze sanzionatorie.

Per questo il Centro-destra deve incalzare sistematicamente Prodi imponendogli di fare chiarezza tra i suoi alleati. L’illegalità non deve avere giustificazioni, bensì deve essere condannata e severamente sanzionata.

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