Risultati del nostro sondaggio: Durata del Governo Prodi

Qualche mese fa Cartalibera aveva lanciato un sondaggio tra i propri lettori  sulla possibile durata del Governo Prodi  elencando una serie di varie ipotesi. I risultati sono stati i seguenti:

  • il governo cadrà entro il Natale 2007: il  42,42% ha risposto di sì.
  • cadrà entro il 2008: 37,37%
  • cadrà entro l’estate del 2007: 14,14% (ed infatti non è caduto)
  • durerà fino alla scadenza della legislatura (2011): solo il 6,06%.

Come si può vedere da tali risultati, il giudizio dei nostri lettori è abbastanza pessimistico sulle possibilità di durata del governo, nonostante le indubbie capacità del Premier a mediare tra le diverse forze eterogenee che compongono la sua maggioranza.

Le prossime settimane dovrebbero essere decisive. Entro la fine di settembre l’esecutivo deve presentare la Finanziaria 2008. Circa 21 miliardi di euro sono le risorse che il governo dovrà trovare per far fronte agli impegni già presi nel Documento di programmazione economico-finanziaria (Dpef), con il contratto sul pubblico impiego, con l’accordo sulle pensioni e con l’ipotesi di taglio dell’Ici.

Il ministro dell’Economia Padoa Schioppa ha già dichiarato: niente riduzione delle tasse, ma solo “tregua fiscale”  e taglio della spesa pubblica. A questo punto sono  cominciate le reazioni più contrastanti e contradditorie, come l’anno scorso: i ministri preparano l’assalto: si rivede già il partito della spesa.

Prodi con Padoa Schioppa: prima i conti in ordine; Veltroni e Rutelli invece: riduzione delle tasse, subito con la Finanziaria. Rifondazione e Mastella contestano apertamente il ministro dell’Economia: le spese non vanno tagliate.

Molto probabilmente non si riuscirà a tagliare la spesa pubblica per i veti della sinistra (e non solo) e si sarà costretti ad aumentare le tasse. Non dimentichiamo che la pressione fiscale nel nostro Paese è il 42,8% rispetto al prodotto interno lordo.

Già si parla di “crisi di coppia” tra Romano e Walter. Di fronte a certe dichiarazioni di Veltroni sul programma e sul piano fiscale si dice che Prodi sia sbottato: “Figuriamoci quando sarà segretario…. Meglio prepararsi”.

Sul problema sicurezza, alla sinistra cosiddetta radicale non piace la proposta del ministro Giuliano Amato che prende a modello “la tolleranza zero” dell’ex-sindaco di New York, Rudolph Giuliani.

Il 20 ottobre poi è programmata una manifestazione di piazza organizzata dalla sinistra massimalista (con la presenza di Ministri, Sottosegretari e Segretari di partito) di forte critica al protocollo sul welfare siglato dal governo. Siamo di fronte all’ennesima carnevalata del centro sinistra?

Rasenta un po’ il ridicolo vedere forze politiche della maggioranza che manifestano contro il governo.

Qualcuno commentatore ha scritto che Prodi si va attrezzando “a camminare sul filo del burrone come un funambolo”, determinato a non alimentare il conflitto sia con la sinistra massimalista e sia con Veltroni e Rutelli.

Qualcuno altro ha parlato di “insensato e pericoloso accanimento terapeutico” del governo.

Avrà dunque ragione Don Gianni Baget Bozzo quando dice che il tempo è già scaduto: “Con due governi contrapposti, quello di Prodi che guarda a sinistra e quello del segretario (Veltroni) che guarda a destra, la crisi è inevitabile”?

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