Chi lo sa alzi la mano

Leggo che il ministero dell’Istruzione britannico ha deciso che d’ora in avanti nelle scuole del regno sarà vietato ai docenti, fatta alla scolaresca una domanda, aggiungere, come da mille anni avviene, “Chi sa la risposta alzi la mano”.

L’invito danneggerebbe “i discenti più timidi, gli introversi e chi semplicemente preferisce non mettersi in mostra”.

Detto che subito i pedagoghi intervistati al riguardo hanno concordato sostenendo che i bambini che non alzano mai la mano, dopo, quando un compagno risponde subirebbero una profonda umiliazione (ma ben si sa che pedagoghi o psicanalisti diventano proprio, esclusivamente e sempre i ragazzini più complessati e che non bisogna mai credere a quanto poi vanno affermando), la faccenda mi fa tornare alla mente uno dei più bei romanzi del grande Thomas Mann e cioè ‘Altezza reale’.

Vergata nel 1909, l’opera, all’inizio, si intrattiene anche sulla carriera scolastica del protagonista, il principe Klaus Enrico.

Iscritto all’Accademia e in classe con il fior fiore della nobiltà, Klaus ‘deve’ dimostrarsi il più bravo, ragione per la quale preside e professori concordano con lui l’atteggiamento da tenere appunto al momento della fatidica domanda.

Ebbene, il principe, se sicuro della risposta alzerà la mano tenendo il braccio ben teso, se ignaro o incerto piegando il gomito. Nel primo caso verrà interrogato, nel secondo, ovviamente, no. E quante volte, immaginandomi nei panni del buon Klaus, mi sono visto con il braccio spiegato pronto a fornire al docente una risposta totalmente sbagliata, così per puro divertimento!

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