Solidarietà “bi-partisan” alla professoressa di Palermo

Una professoressa, in una scuola media di un quartiere popolare di Palermo, ha fatto scrivere cento volte “Sono un deficiente” ad un alunno che più volte aveva insultato un compagno di scuola: lo aveva ripetutamente insultato e dato del gay, gli aveva impedito di entrare nel bagno dei maschi. Un ennesimo episodio di bullismo e di violenza nelle scuole.

La famiglia del ragazzo punito si è ribellata (!!!), ha denunciato l’insegnante ed ha preteso un risarcimento per danni morali di 25 mila euro. Il PM ha chiesto due mesi di carcere per “abuso di mezzi di correzione”. La sentenza è imminente.

L’Associazione dei Radicali di Firenze ha proposto una colletta a  favore della professoressa finita sotto processo perché “si è assunta la responsabilità di difendere l’aggredito e punire l’aggressore”.

La mobilitazione partita dai Radicali ha coinvolto un po’ tutte le forze politiche di destra e di sinistra, tutte, una volta tanto,  d’accordo nel riconoscere che la professoressa  è stata coraggiosa  e che “se non fosse intervenuta avrebbe commesso un errore più grave”.  E’ stato detto: “Forse la scelta della punizione è stata infelice. Avrebbe potuto far scrivere “Mi sono comportato da deficiente, anziché “Sono un deficiente”. Una condanna per la professoressa sarebbe pericolosissima: i bulli sarebbero incoraggiati nelle loro violenze sapendo che c’è chi punisce chi ha provato a fermarli”.

Anche noi quindi siamo d’accordo con le affermazioni del Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Fioroni: “Certo, occorrono sempre saggezza e misura. Ma se quell’insegnante non avesse fatto niente di fronte al disagio di uno dei suoi allievi consentendo ad un ragazzo di continuare ad offendere il compagno, l’avrei ritenuta colpevole di una colpa peggiore: quella di avere girato la testa dall’altra parte  e aver aderito alla logica del “me ne frego”.

1 comment for “Solidarietà “bi-partisan” alla professoressa di Palermo

  1. Lepore Claudia
    22 maggio 2013 at 11:12

    Sono d’accordo sul fatto che l’insegnante doveva assumere un atteggiamento solidale verso il ragazzo offeso, ma nel contempo, doveva far prevalere il buon senso evitando di mettere in berlina l’autore del comportamento scorretto. Auguri per l’insegnante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *