Telecom: per il Governo “Francia o Spagna purchè se magna”

Per tutelare l’italianità di Telecom, il governo telefona ad un francese (Antoine Bernheim, n° 1 di Generali) chiedendogli di aiutare gli spagnoli di Telefonica a papparsela.

Nicolò Machiavelli, uno che alla “italianità” ci credeva veramente,  non perdonava a Ludovico il Moro di averla umiliata invocando l’aiuto del francese (Carlo VIII), che pure gli spagnoli li combatteva: cosa dovremmo dire noi di Prodi, che è riuscito nel miracolo di trovare la soluzione peggiore sia per l’azienda che per i consumatori?

L’azienda sarà penalizzata perché Telefonica ha già brutalmente chiarito chi comanda: Telecom diventerà una filiale di una multinazionale straniera, che porterà nel proprio quartier generale le attività a maggior valore aggiunto, come ricerca, finanza etc. Questo probabilmente sarebbe successo anche con i soci statunitensi e messicani, che peraltro avrebbero potuto fare di Telecom la loro testa di ponte in Europa, garantendo investimenti e posti di lavoro qualificati in Italia presumibilmente molto maggiori.

Ma il lato peggiore è che i soci di Telefonica (Generali, Intesa, Benetton e c.), non avendo alcuna sinergia industriale con i propri business, avranno a questo punto l’unico scopo di far fruttare al massimo l’investimento finanziario, e dei due sistemi per farlo fruttare – rendere più efficiente l’impresa, o farsi garantire delle rendite dal potere politico – è facile immaginare quale sceglieranno.

Telecom è infatti una azienda sommamente inefficiente, con migliaia di dipendenti di troppo, retribuzioni manageriali stratosferiche ed una attenzione al mercato molto modesta. Il conto lo pagano tutti i cittadini italiani, che spendono quasi un € al giorno, tutti i giorni da molti anni, solo per possedere l’allacciamento ad un telefono fisso – prima di fare anche una sola telefonata.

La terapia sarebbe ovvia: snellire l’azienda  togliendole in parallelo le condizioni di privilegio delle quali ha sempre goduto: e poi “se la va, la g’ha i gamb!”.

Questo sarebbe successo, se fossero arrivati gli americani: tutti si sarebbero accaniti per evitarle trattamenti di favore, e avrebbero d’altro canto ferocemente vigilato che le riduzioni di personale avvenissero secondo criteri di giustizia sociale e financo di generosità. In pochi anni avremmo avuto una azienda più competitiva all’interno di un mercato delle telecomunicazioni più aperto con tutti i relativi benefici per il consumatore.

Ora che arrivano gli spagnoli, e che Bernheim ha già pubblicamente e soavemente dichiarato che non tarderà a presentare il conto per l’aiuto prestato (per farsi proteggere in Mediobanca), qualcuno crede veramente che Telecom potrà abbassare seriamente le tariffe ed accettare una concorrenza leale, penalizzando i “furboni der quartierone” che ci hanno messo i capitali ? O che dopo il bla-bla sulla italianità, il governo consentirà veramente a Telefonica di tagliare i costi di gestione, sacrificando quei 5-6000 lavoratori che si stima siano in esubero? Ciò che interessava al Governo, come ovvio, era di tenere una posizione di controllo sul business togliendola al mercato perché, come dimostrato in questi anni, con le risorse di Telecom ci mangiano in molti. Se Tronchetti assomiglia ad uno squalo, il testone, la dentatura e gli occhi obliqui di Prodi ricordano i pesci gatto che si appostano nella melma: “aridatece lo squalo”!.

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