La polemica per l’esportazione di opere di inestimabile valore riprende fiato

“L’Annunciazione” dipinta da Leonardo da Vinci tra il 1472 e il 1475 su una tavola larga 217 centimetri e alta 98, e conservata agli Uffizi, andrà in mostra a Tokyo –Giappone, a cui il dipinto è concesso in prestito per  circa tre mesi. Lo ha deciso il Ministro della Cultura Francesco Rutelli.  Il 12 marzo 2007 decollerà per il Giappone. Molti fiorentini e diversi esponenti della cultura italiana si oppongono con forza al “prestito” dell’Annunciazione. La petizione al Ministro Rutelli per protestare contro il trasferimento è già stata sottoscritta da 300 persone. Addirittura c’è chi minaccia di incatenarsi alle porte del museo degli Uffizi per impedire che il quadro lasci il suo posto.
La responsabile del polo museale fiorentino (Cristina Acidini) ha detto invece che non esistono motivi di tipo conservativo per opporsi al volo dell’opera “L’Annunciazione” di Leonardo da Vinci in Giappone: “il supporto è stabile e il colore è in buono stato. Abbiamo garanzie da chi si occuperà dell’opera che sarà accompagnata da due esperti un architetto e un esperto in climatologia”, ha spiegato la curatrice.

Il quadro sarà l’ospite d’onore tra le iniziative legate all’evento della “Primavera italiana” e soprattutto della mostra “La mente di Leonardo” dedicata al genio del grande artista e scienziato rinascimentale.

Diversi altri esperti, invece, incluso il direttore degli Uffizi, Antonio Natali, dicono però che il dipinto è semplicemente troppo delicato e prezioso per essere trasportato all’estero.

Il direttore della Galleria degli Uffizi Antonio Natali, importante studioso della cultura del Quattrocento e Cinquecento, aveva detto che non avrebbe mai concesso il prestito dell’opera di Leonardo.  A “Il Giornale della Toscana” aveva fatto la seguente dichiarazione: «ci sono opere d’arte che, per la loro natura, si autoescludono dal prestito. Personalmente credo che, considerato il valore, sia meglio lasciare l'”Annunciazione” dove si trova».

Anche l’ex ministro dei Beni Culturali Antonio Paolucci ed ex-soprintendente al Polo museale fiorentino è sempre stato contrario a far uscire l’Annunciazione dagli Uffizi ma non c’è stato niente da fare. In data 31 agosto 2006, il soprintendente prof. Paolucci, in un’intervista rilasciata a “Il Giornale della Toscana” aveva stigmatizzato il prestito dell’opera di Leonardo dichiarando: «La cosa è stata decisa direttamente dal Ministro. (…) Io non l’avrei prestata fosse dipeso da me. L’ambasciatore d’Italia in Giappone Bova ha trattato direttamente, e scorrettamente devo dire, con Rutelli. Ha ottenuto il prestito e basta».

Il regista Franco Zeffirelli è indignato. “E’ assoluta follia mandare in giro queste opere -dice-. Il ministro che ha dato l’autorizzazione va fermato. E poi, far viaggiare l’Annunciazione in aereo è follia nella follia: in caso di incidente non c’é imballaggio che possa salvarla. Se proprio si deve, bisognerebbe mandare le opere in nave o ancor meglio in treno, che sono mezzi di trasporto più sicuri”.
“Una cosa è un viaggio breve via terra e un altro è un volo di lunga distanza”, aveva detto Vittorio Sgarbi, ex sottosegretario alla cultura ed oggi assessore al Comune di Milano, quando il prestito fu annunciato lo scorso anno.

Con un articolo di fondo pubblicato in data 28 agosto 2006 su “Il Giornale” , Sgarbi aveva  suggerito al ministro Rutelli prudenza in quanto: «la mostra giapponese non contribuisce in alcun modo agli studi su Leonardo», chiedendo, pertanto, considerato il trasporto aereo del capolavoro a Tokyo, se: «le ragioni di propaganda della cultura italiana sono così forti da consentire il rischio della perdita del capolavoro».

Senza alcun dubbio il problema dell’esportazione di opere d’arte di inestimabile valore, nonchè dei continui prestiti di dipinti tra i diversi musei o mostre, esiste e va affrontato concretamente. Oggi, in questo caso, ma non è il solo, le polemiche riprendono fiato. Una seria e accurata regolamentazione andrebbe una buona volta stabilita.

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