Il nostro sondaggio: Letizia Moratti la più votata, Antonio Martino al secondo posto

Alcune settimane fa era stato lanciato un sondaggio tra i nostri lettori  con questa domanda: “Chi vorresti vedere in futuro come leader della Casa delle Libertà, escludendo Berlusconi?”

Avevamo indicato in ordine alfabetico i seguenti nominativi: Casini; Fini; Formigoni,  Frattini; Martino; Moratti; Tremonti; Pera; Pisanu.

Il nome più votato è stato quello di Letizia Moratti con circa il 26,39% delle preferenze, seguito da Antonio Martino (23,42%) e poi da Tremonti (16,36 %) e Fini (15,99 %)  più distanziati.

Il nostro giornale Cartalibera è un giornale on line di chiaro orientamento liberale. I suoi promotori  sono genuinamente liberali, europeisti, filoatlantici, sostenitori convinti della democrazia dell’alternanza, e sempre più convinti che la classe dirigente abbia bisogno di essere rinvigorita con idee e proposte liberali, che non sempre sono purtroppo presenti nel dibattito e soprattutto nelle soluzioni individuate.

Per questo siamo molto soddisfatti dei risultati sopra citati, perché vedono, ai primi posti, due persone di chiara impronta liberale.

Antonio Martino, di famiglia e tradizione liberale (figlio di Gaetano Martino, ministro liberale degli Esteri al tempo di De Gasperi), liberale, liberista, libertario  convinto, già iscritto al vecchio PLI., è stato forse  un po’ favorito dalle preferenze dei nostri lettori in gran parte di area liberale.

Il nome della Moratti invece non è assolutamente una sorpresa, anzi il suo nome comincia già a circolare negli ambienti politici nazionali.

Lo stesso Aldo Cazzullo, giornalista del “Corriere della Sera”, sulla rivista settimanale “Magazine” recentemente ha scritto: “Il prossimo Berlusca si chiama Moratti. Chi sogna una destra liberale, del merito e della responsabilità, tifa per lei. La Moratti è più giovane di Berlusconi. E’ donna. Ha un cognome importante, che in Italia non guasta mai. Non ha connotazioni ideologiche. Ha una famiglia e una formazione liberali. Non va a rendere omaggio ai ragazzi di Salò, come faceva Albertini. E’ seria. Sa gestire il rapporto con Sgarbi, che il povero Urbani non resse per più di tre giorni. Ha ovviamente anche difetti, per esempio è un po’ rigida. E la sua riforma della scuola non è popolare. Ma le qualità prevalgono. La più importante:  ieri era considerata una manager, oggi un sindaco -di una città in grande ripresa-, mai un politico”.

Anche l’editorialista del Corriere, Angelo Panebianco, ieri, ne ha fatto il nome.

Berlusconi, nei giorni scorsi, aveva indicato, a nostro avviso un po’ avventatamente, Fini come suo possibile delfino, poi ha corretto l’indicazione.

Noi qui vogliamo soltanto sottolineare e ricordare che il processo di legittimazione di un leader non si esaurisce con un atto di investitura solitaria del capo, anche se di Berlusconi, bensì con il consenso degli elettori.

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