Gli studenti di Teheran

La contestazione degli studenti dell’università Amir Kabir di Teheran ha fatto il giro del mondo. L’università è una delle più prestigiose del paese. Il presidente Ahmadinejadgli ha imposto un nuovo rettore fedele al governo. E questi ha vietato riunioni fra studenti, ha allontanato professori filo-occidentali, ha imposto regole sull’abbigliamento delle ragazze. Da ultimo ha introdotto le stelle. Da una a tre. Equivalgono a giudizi negativi. E vanno indossate sugli abiti. Il pensiero va alle stelle imposte agli Ebrei dai nazisti. Chi riceve tre stelle non può più nemmeno iscriversi. Gli altri possono essere ammessi ma devono firmare una lettera in cui si impegnano a non partecipare ad alcuna attività politica.L’introduzione delle stelle ha dato vita alla prima contestazione pubblica del presidente Ahmadinejad. Cui non ha fatto seguito alcun arresto. Ma gli studenti sono consapevoli del loro gesto. E sanno che la “clemenza” presidenziale ha le ore contate.“Le stelle si vedono quando si fa buio” hanno scritto su uno dei cartelli anti-presidente l’11 dicembre. Ai giornalisti stranieri hanno dato nomi e cognomi. E nelle interviste si dichiarano certi di dovere entrare in clandestinità. Nell’università delle stelle non c’è davvero nessuna volontà di arrendersi.

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