Il Regno di Dio

Non molti, gli accadimenti della seconda metà del trascorso Novecento davvero significativi: la morte di Pio XII il 9 ottobre del 1958, quella di Ernest Hemingway il 2 luglio 1961, la scomparsa di Pablo Picasso l’8 aprile del 1973, quella di John Ford il 31 agosto del medesimo anno, la pubblicazione de ‘I dannati della Terra’ di Frantz Fanon nel 1961, quella de ‘I limiti dello sviluppo’ da parte del Club di Roma nel 1972.

Naturalmente, la dipartita dell’autore di ‘Addio alle armi’ segna la ‘fine della letteratura’ come quelle di Picasso e Ford, rispettivamente, della pittura (United States of America esclusi) e del cinema.

Enormi, incalcolabili, da tutti i possibili punti di vista, gli effetti sul nostro modo di vivere conseguenti all’apparizione dei due citati volumi.

Il primo ha consegnato per sempre l’uomo bianco ad una specie di subalternità morale derivante  dalle sue presunte ‘colpe’ e ha consacrato il terzomondismo.

Il secondo ha dato il via al catastrofismo ecologico, una delle peggiori piaghe dei nostri tempi.

Ma è la morte di Eugenio Pacelli il vero ‘punto di non ritorno’ (e, non per niente, gli altri avvenimenti sono successivi).

E’  a partire da quell’ottobre che la Chiesa perde progressivamente, inesorabilmente e rovinosamente peso.

Pio XII, a differenza dei suoi ‘poveri’ successori, ben sapeva che il Regno di Dio non è una democrazia e che il Signore non cerca di essere rieletto. Che nel mondo cristiano non sono possibili discussioni e dibattiti. Che non è la maggioranza a scegliere attraverso un referendum o una votazione la strada da prendere perché la strada giusta è una sola.

E da allora, purtroppo, è stata abbandonata!

Il resto, tutto il resto, è conseguente.

2 comments for “Il Regno di Dio

  1. 7 marzo 2016 at 09:36

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  2. 19 febbraio 2016 at 08:16

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