L’importante recente accordo tra il Comune di Milano e i tassisti

L’apertura del mercato riguardante i taxi previsto dal pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni (legge 248 del 6 agosto 2006) è rimasta abbastanza incompiuta.

Nella prima stesura del decreto Bersani, ad esempio,  era prevista l’abolizione del divieto di cumulo delle licenze, che avrebbe permesso la nascita delle società di taxi,  una norma quasi subito eliminata dopo le  proteste di piazza dell’estate scorsa.

Alla  fine  la riforma  Bersani ha introdotto misure per il potenziamento del servizio con maggiore flessibilità nei turni, rilascio più facile di nuove licenze (una per ogni autista) anche temporanee, possibilità di effettuare servizi aggiuntivi con un dipendente alla guida, tariffe predeterminate su percorsi fissi.

Qualcuno ha parlato di “inizio di un percorso”, altri hanno parlato di “un’occasione persa”.

Per adesso solo tre Comuni hanno raggiunto accordi per l’applicazione delle nuove regole: Roma, Firenze e Milano. Ma gli effetti tardano a vedersi.

Al Comune di Roma, fra minacce di scioperi e accordi firmati e rimangiati dalla categoria, le nuove regole sono in parte operative, sia pure con diversi problemi (rifiuto del controllo satellitare; disponibilità per un aumento delle tariffe).

Infatti nonostante le dichiarazioni  molto pubblicizzate del sindaco Veltroni,

facendo un accordo con la parte più soft dello schieramento dei tassisti, cresceranno sia l’offerta, sia i prezzi. Quindi sarà, alla fine, l’utente a pagare il costo di quelle liberalizzazioni parziali; quindi “pseudo –liberalizzazioni: più taxi, ma più cari.”

Anche se — osservano in molti — è una strana liberalizzazione, quella che fa salire i prezzi anziché abbassarli.

Al Comune di Milano l’approccio è stato diverso.

L’Assessore ai trasporti, alla mobilità e all’ambiente del Comune di Milano, Edoardo Croci, pur dichiarandosi favorevole al decreto Bersani, fin dal primo momento ha dichiarato che questa normativa “ fornisce ai Comuni una leva strategica in più per affrontare il problema della disponibilità del numero di taxi per l’utenza. Non è però l’unico strumento disponibile per aumentare l’offerta di vetture in circolazione, che oggi non soddisfa la domanda.”

“In un’ottica liberista “pura”, è evidente che l’ottimo sarebbe rappresentato dall’abolizione tout court della licenza in un contesto di tariffe libere, ove il gioco di domanda ed offerta sarebbe libero di dispiegarsi. Ma compito di un amministratore è quello di promuovere il cambiamento avendo ben presenti i vincoli ambientali, e non prendere in giro se stesso e gli elettori con promesse irrealistiche. C’è poi un altro aspetto, di equità: prima di liberalizzare (cioè eliminare) il sistema delle licenze, il Comune dovrebbe riacquistare dai tassisti le licenze in essere, cioè indennizzarli per la perdita dell’asset patrimoniale da esse rappresentato. Dove sono i soldi per fare questo?

Il mio obiettivo non è necessariamente quello di aumentare il numero di licenze, quanto quello di aumentare il numero di taxi in circolazione, oppure (il che è lo stesso) aumentare il tempo di servizio per singola auto. Migliorare le modalità d’incontro tra domanda ed offerta, per aumentare la soddisfazione dell’utenza e far capire ai tassisti che il loro reddito, attraverso simili interventi, può addirittura beneficiarne. Per ottenere questo obiettivo occorre favorire anche la fluidificazione del traffico e l’aumento della velocità commerciale media di una corsa in taxi, e quindi pensare ad un ridisegno complessivo della viabilità urbana, ad esempio in termini di corsie preferenziali e definizione dei sensi unici.”

Il 17 novembre scorso, presso il Comune di Milano, è stato  firmato un importante accordo con tutti gli organismi rappresentativi della categoria tassisti, un accordo molto importante frutto di un giusto approccio di condivisione delle scelte nel pieno rispetto dei ruoli e delle responsabilità delle parti, un accordo teso soprattutto ad una migliore distribuzione dei turni di lavoro e a un potenziamento dell’offerta del servizio.

Gli impegni reciproci assunti dalle controparti  riguardano una serie di problematiche

e interventi concreti,  alcuni in via sperimentale, altri di tipo strutturale.

Ovviamente tutto dovrà essere puntualmente verificato.

Entro il 31 gennaio 2007 una costituenda  Commissione di monitoraggio verificherà se gli interventi previsti nell’accordo hanno sortito gli effetti di riequilibrio desiderati.

Qualora nella verifica che verrà effettuata nei tre mesi successivi all’assunzione dei provvedimenti permarrà lo scompenso, la Commissione promuoverà interventi di indirizzo di carattere vincolante.

Se alla fine  gli impegni sottoscritti non venissero realizzati, l’Amministrazione potrà comunque esercitare autonomamente gli interventi ritenuti necessari.

Ora riepiloghiamo, sia pure in modo molto sintetico, i punti più salienti di questo accordo:

1) Monitoraggio

Raccolta e monitoraggio di dati in tempo reale attraverso collegamenti telematici con le centrali radiotaxi o altri sistemi elettronici (ad es. numero di veicoli operanti suddivisi fra liberi e occupati; la loro distribuzione sul territorio; il tempo di assolvimento della domanda; la percentuale dell’offerta disponibile; ecc.).

L’istituzione di un organismo paritetico servirà per verificare l’andamento del servizio  ed i risultati ottenuti con gli interventi avviati in via sperimentale e/o strutturale (introduzione dei turni integrativi; monitorare eventuali sbilanciamenti dell’offerta; ecc.).

2) Turni

Modifica e riarticolazione dei turni per assicurare una maggiore rispondenza alle esigenze dell’utenza nelle fascie orarie o per situazioni di carattere temporaneo (fiere; eventi particolari) nelle quali vi è sbilanciamento tra domanda e offerta.

3) Sostituzione alla guida

Introduzione di un turno integrativo svolto da una seconda guida (collaborazione familiare e/o di terzi) per fronteggiare l’eccesso di domanda in alcune fascie orarie.

4) Miglioramento della viabilità

Rendere disponibile ai Taxi le corsie riservate esclusivamente ai tram; estensione della rete delle corsie riservate; rafforzamento della vigilanza per i divieti di circolazione e sosta; attivazione di ulteriori telecamere; ecc.)

5) Lotta all’abusivismo

Potenziamento dell’azione di repressione dell’abusivismo in ogni forma, con maggiori controlli in certe zone ( scali ferroviari e aeroportuali), sia per la tutela dell’utente che per garantire un corretto svolgimento dell’attività imprenditoriale.

6) Sicurezza del Tassista e del passeggero

Previsione di risorse finanziarie finalizzate allo scopo.

7) Taxi collettivo

Continuazione della sperimentazione del taxi collettivo effettuata positivamente in occasioni di recenti manifestazioni fieristiche (pubblicizzazione e promozione dell’iniziativa; creazione di punti di raccolta fissi o mobili per la costituzione dei gruppi di passeggeri: ad es. fiera, stazione centrale, Linate, Malpensa).

8) Tariffe dedicate

Sperimentazione su tratte particolari (Linate; Fiera; Malpensa) di tariffe predeterminate da e per.

Esame della possibilità di tariffe agevolate per particolari categorie di utenti.

9) Rinnovo parco auto con mezzi ecologici

Politiche di incentivazione alla sostituzione di auto con mezzi ad emissione zero o a basso impatto ambientale.

10) Miglioramento dell’accesso al servizio taxi

Attività di manutenzione delle colonnine telefoniche sui posteggi taxi; il corretto funzionamento e la pubblicizzazione del numero unico di chiamata.

Impegno dell’Amministrazione per agevolare innovazioni quali il rinnovo tecnologico di impianti radio, l’istituzione dei POS, l’adozione di navigatori satellitari, insegne luminose TAXI.

11) Snellimento amministrativo

Le ipotesi oggetto di studio e sperimentazione sono quella della carta elettronica che permetta ai taxisti di interloquire con l’amministrazione attraverso sportelli tipo bancomat e quella dell’apertura di un portale internet dedicato, da utilizzare anche per il cambio del turno.

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