I Suggeritori di “Segolene”

A parte il fatto che, fastidiosamente e sebbene non abbia la e finale, ai cinefili, leggendo e sentendo il suo cognome, non può che tornare alla mente il doloroso film realizzato da Vittorio Caprioli e con Ugo Tognazzi nel 1970 “Splendori e miserie di Madame Royale” ambientato nel mondo degli “invertiti” (così, all’epoca, si definivano gli omosessuali), a Ségolene Royal, oramai prescelta ufficialmente dai socialisti francesi per rappresentarli nella prossima primavera nella corsa all’Eliseo, vanno riconosciuti non pochi meriti.

Primo fra tutti, l’essere riuscita a sfruttare al massimo una (dai suoi rimarcata, supposta da molti e in verità inesistente) condizione di “donna che deve farsi largo a fatica superando infinite difficoltà contro tutto e tutti per avere finalmente una chance”.

Secondo, avere messo in piedi un ufficio stampa davvero con i fiocchi, capace di sfruttare i media in lungo e in largo approfittando di ogni occasione e arrivando a crearne ove non ve ne fossero.

Terzo e, a ben guardare, il più importante ai fini della propaganda politica, avere “rubato” a due diversi “modelli” le frasi “guida” della sua campagna.

Per cominciare, allorquando, nei dibattiti televisivi e poi nei comizi, posta di fronte a un problema di difficile risoluzione replicava “Non ho la risposta a tutte le domande”, evidente era il riferimento al discorso recitato da Robert Redford in “Il candidato” (1972), di Michael Ritchie: “Nessuno può presentarsi a voi dicendo di avere tutte le soluzioni. Il mio avversario dice di avere queste soluzioni. Gli credete? Un uomo può solo dirvi io sono qui ed è quanto io dico a voi questa sera. Eccomi qui ansioso di fare quello che posso. Mettiamoci in cammino!” e la conseguente messa in mora dei rivali pronti invece a rispondere, assai spesso, a vanvera, su tutto.

Per finire, nel momento in cui, anche oggi, afferma di non poter dire precisamente quale sia complessivamente il suo progetto, chiara è la derivazione dalle magistrali dichiarazioni a suo tempo fatte da Eurico Gaspar Dutra, il quale, nelle presidenziali brasiliane del 1945, interrogato al riguardo, rispondeva: “Volete conoscere il mio programma? Ma il programma è il Paese stesso! Tutto ciò che è stato fatto è nulla di fronte a ciò che dobbiamo fare. Così gigantesco è il compito che tracciare un qualsiasi programma è limitare l’azione, non capirne l’immensità!”

Attenta, però, perchè è vero che Dutra stravinse, ma è anche vero che la sceneggiatura (che ottenne l’Oscar) del film di Ritchie era di Jeremy Larner, in precedenza capo dell’ufficio stampa del candidato democratico alla nomination del 1968 Eugene McCarthy, che quella campagna elettorale, alla fine, la perse!

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