Una breve riflessione

Caro Direttore,

le considerazioni di Emanuele Macaluso (ma anche di altri riformisti come Caldarola, per esempio) sul Partito democratico, vagheggiato piuttosto confusamente, senza seria attenzione sulla impossibilità di conciliare contraddizioni che sono nella storia e tuttora separano le coscienze, mi portano a fare, da liberale, qualche riflessione su quanto si vagheggia altrettanto consumante a destra sulla possibilità di ammassare dentro un unico partito la congerie di diverse consorterie politiche (alcune nobili e tradizionali, altre senza identità, talune solo grimpeurs): liberali, liberisti, repubblicani, mazziniani, lamalfiani, socialdemocratici, saragatiani, democristiani nostalgici della Balena bianca, moderati vari, fondamentalisti altrettanto vari, tanti “ex” reduci da diaspore singolari.

Che strano parallelismo tra due fenomeni così contrapposti. E quanta utopia e fuga dalla realtà, a sinistra e a destra.

Da liberale, appunto, mi chiedo: non sarebbe più realistico prendere atto che a sinistra ci starebbe bene un vero partito socialista, e a destra un altrettanto autentico robusto partito liberale?  Che bella competizione ne verrebbe. La politica finalmente avrebbe chiarezza e credibilità.

E, chissà, ci sarebbe anche un po’ di fair play. Invece, purtroppo, ha ragione l’amico Macaluso: qui si discute tanto a vuoto vagheggiando  partiti  che non ci sono  e forse  non ci saranno mai, a prescindere.

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