Più mercato per Milano

In questi giorni le forze politiche della Casa della Libertà, dopo il recentissimo successo elettorale al Comune di Milano di Letizia Moratti, stanno discutendo sulla composizione della nuova Giunta.

Non è mia intenzione entrare in questa discussione, vorrei qui solo evidenziare alcuni punti fermi come pro-memoria liberale per il programma esecutivo della nuova Giunta, agenda di impegni che è nostra intenzione tenere sotto controllo.

La Giunta uscente Albertini, in questi nove anni, ha cercato di sviluppare una politica di forte dotazione delle infrastrutture necessarie alla collettività.

Questa strategia di intervento sul piano degli investimenti, come era del resto scritto nel programma della Moratti, dovrà necessariamente continuare nei prossimi anni. Ci riferiamo ai problemi connessi alla grande agglomerazione urbana che gravita su Milano e che impone ulteriori importanti interventi sul piano del traffico e della viabilità: ad esempio il prolungamento delle linee metropolitane di Milano (M1, M2, M3) oltre i confini comunali; nuove linee metropolitane di Milano (M4 e M5); il secondo passante ferroviario; la riqualificazione delle stazioni e degli interscambi della rete metropolitana urbana.

Nuove esigenze e problemi tipici delle grandi aree metropolitane (la difesa dell’ambiente e la migliore qualità della vita, l’accentuato pendolarismo da e con l’hinterland, i processi di invecchiamento della popolazione, il degrado delle periferie) impongono, oltre a quelli già in corso, altri ulteriori interventi massicci: un piano straordinario per l’edilizia residenziale pubblica e privata, le strutture per l’assistenza e il ricovero degli anziani, grandi opere di natura viabilistica, un piano per l’aggiornamento dell’acquedotto, la tutela e il potenziamento di parchi, giardini e arredo urbano.

Si tratta di progetti o piani che comporteranno nel prossimo futuro investimenti cospicui e indilazionabili, per la gran parte gravanti sul bilancio comunale e con dei trasferimenti statali tendenzialmente e progressivamente decrescenti, anche per la pesante e problematica situazione della finanza pubblica nazionale, e comunque sempre modesti rispetto all’imponenza del nostro impegno diretto.

La nostra città, come detto più volte in campagna elettorale, ha bisogno di uno sforzo eccezionale per le grandi opere pubbliche, sforzo concentrato per di più in un periodo di grande precarietà per la finanza locale e per la finanza pubblica in generale.

Il problema, inoltre, non è solo quello di reperire le risorse finanziarie, ma è anche quello di realizzare in tempi ragionevoli il piano degli investimenti previsti senza sconvolgere l’equilibrio dei bilanci futuri.

Da qui la necessità di continuare a ricercare alternative diverse e nuove nell’acquisizione delle risorse per finanziare le opere pubbliche, quali : una maggior apertura al capitale privato delle aziende comunali; un programma più consistente di alienazioni patrimoniali; il trasferimento del finanziamento delle opere pubbliche alle imprese costruttrici; la valorizzazione delle aree, i contributi di urbanizzazione, ecc.

In sostanza risorse nuove, necessarie a fronteggiare nuovi compiti: più mercato e meno Istituzioni, più indirizzo e coordinamento e meno gestione.

Il processo di privatizzazione, oltre ad essere una questione di intelligenza contabile, permette di avere più efficienza, redditività, trasparenza e minore burocrazia.

La gravità della situazione del debito pubblico è sotto gli occhi di tutti.

D’altra parte dobbiamo anche renderci conto che farci finanziare dallo Stato non significa altro che trasferire il disavanzo dai conti locali a quelli dello Stato. Sarebbe solo un espediente e non un rimedio, e il risanamento economico-finanziario del Paese non si fa con espedienti ma con rimedi.

Le risorse private, cioè il ricorso al capitale privato attraverso una partecipazione diretta ai progetti d’investimento pubblico, sono e saranno sempre più necessarie e indispensabili per una strategia di investimenti così imponenti.

2 comments for “Più mercato per Milano

  1. 21 luglio 2014 at 19:17

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