Idee liberali per Milano

Idee liberali per Milano: è questo il tema per il quale siamo qui questa mattina.

Presumo che chi è qui, in questa sala, si aspetti stamane di sentire quali sono queste idee liberali per il governo di Milano.

Stiamo vivendo una fase politica piena di contraddizioni e confusione.

Ieri a Roma, al Senato, il Governo Prodi, il governo più contraddittorio e confuso della storia repubblicana italiana ha ottenuto la fiducia con appena dieci voti in più.

Un Governo dove c’è tutto e il contrario di tutto, che la fiducia l’ha ottenuta dopo un discorso del suo premier ch’è stata una sorta di minestrone con gli ingredienti più diversi e contrastanti messi insieme per accontentare i vari commensali: ex comunisti, ex democristiani, comunisti bertinottiani, no global, verdi del succo come i cocomeri colmi di rosso dentro, giustizialisti in ritardo, ex leghisti persino una scombinata e confusionaria classe politica – si fa per dire – in parte proveniente dal passato, pervasa da velleità irrazionali, mossa da viscerali animosità, senza un progetto vero per il governo del paese.

La storicità della fase politica che stiamo vivendo sta proprio in questa grande babele brancaleonesca, che non ha precedenti nella storia politica italiana.

Permettete, cari amici, di approfittare di questo nostro incontro per farne l’occasione di affermare e sottolineare gli ideali liberali a cui vorremmo si ispirasse la prossima amministrazione di Milano.

Di ideali liberali ce ne sono stati certamente nella amministrazione che scade. A Gabriele Albertini questo riconoscimento leale e sentito, va dato. Ma vorremmo che ce ne fossero di più e di più marcati nella prossima.

È una raccomandazione che ci permettiamo di rivolgere a Letizia Moratti, prossimo sindaco, e al nostro giovane amico Edoardo Croci, che siamo qui a sostenere e al quale affidiamo le nostre speranze liberali.

Milano è la città che in Italia ha spirito e cultura liberali più di ogni altra.

Cara Letizia, caro Edoardo, da liberali schietti e un po’ testardi vi affidiamo la missione di mettere in campo, in questa città e in questo momento storico carico di confusione, qualcosa di veramente liberale.

Essere liberali significa assumere la difesa delle libertà individuali e collettive, credere in un sistema di valori, primo dei quali il rispetto degli altri, lo stato di diritto, il metodo del dubbio nell’affrontare i problemi, la libertà d’impresa e di mercato, la conseguente limitazione della presenza pubblica, giustificata solo in campi in cui è indispensabile e insostituibile.

Vi affidiamo la missione di risvegliare lo spirito liberale che è nelle coscienze di quanti hanno la consapevolezza che è la libertà la condizione perché ciascuno sia padrone di se stesso.

È ai giovani soprattutto che va indirizzato il messaggio liberale.

Dobbiamo aiutarli a riflettere, a scoprire i valori che veramente contano.

Uno scrittore che è tra i più importanti della letteratura italiana, che contribuì allo svecchiamento della nostra cultura, Giovanni Papini, all’inizio del Novecento scrisse un famoso e magistrale “Discorso ai giovani”, in cui parlò di “muffa” e di “un odore di rinchiuso che soffoca”.

Papini in quel “discorso” invitava le nuove generazioni ad “elevare a loro voce chiara, aspra e forte” dei loro “sogni”, dei loro “sdegni”, dei loro “entusiasmi”.

Sì, cari amici, anche oggi c’è odore di muffa e di chiuso nelle idee e nelle posizioni politiche di una sinistra o presunta tale impregnata di marxismo, ideologia nata nell’Ottocento, che come nessun’altra ormai sa di passato, conservazione e muffa.

Sono gli ideali liberali la vera novità e la speranza di questo terzo millennio.

È da essi che ci si può aspettare libertà e modernità.

È da essi che può sorgere la cultura del mondo nuovo che soprattutto i giovani sognano.

Non c’è stata traccia di questi ideali e di questa cultura nel discorso pronunciato da Prodi ieri l’altro al Senato.

C’era invece, ripeto, un minestrone pasticciato, che è proprio di una sinistra rancorosa, intristita dalle sconfitte subite negli ultimi decenni sia in Italia che nel resto del mondo, una sinistra sbandata, la peggiore peraltro della storia politica italiana, affetta, si direbbe, da ipocondria, che ha perduto ogni illusione di incarnare il progresso e la modernità e si rifugia nella conservazione e nell’avversione retorica e meramente parolaia.

Ecco, cari amici Moratti e Croci, il compito che vi affidiamo: di trasmettere, col buon governo di Milano, alle nuove generazioni valori e ideali che possano diventare patrimonio e sostrato culturale di una società e di una classe dirigente che sappia realizzare momenti importanti e felici nella futura storia di Milano e d’Italia.

A voi il gusto e l’orgoglio di proporre valori, di sostenere sfide, di suscitare sogni di cui ha bisogno questo nostro paese che ha assunto un volto depresso e drammatico preoccupante.

Sì, cari amici Moratti e Croci, in voi riponiamo la speranza che gli ideali liberali che vi affidiamo possano suscitare una forza rigeneratrice capace di sviluppare energie nuove, rinvigorendo vecchi ma non superati valori.

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