Qualcosa di significativo nella biografia di Napolitano

Oramai è sufficiente invecchiare per essere iscritti d’ufficio all’albo dei padri della patria. Una volta contava l’intelligenza ed il coraggio, ora si punta tutto sul gerovital. Il piede di Giorgio Napolitano non aveva varcato la soglia del Quirinale che già si spandevano vagonate di conformismo e quintalate di sciocchezze.

Adesso vi presento Napolitano. E’ stato per lunghi anni responsabile della politica internazionale e della politica industriale del partito comunista italiano (senza offesa, si chiamava così). In quella funzione era direttamente dentro quei flussi di denaro che al Pci arrivavano quali tangenti pagate dalle imprese che volevano commerciare con l’Unione Sovietica, dai petrolieri agli industriali. Si dirà: ma questa è roba d’altri tempi. Certo, però, intanto quei tempi lontani sono finiti (forse) ieri, nel 1991, a questo s’aggiunga che il signor Napolitano non ha mai voluto dire una sola parola, neanche per la storia. Di recente ha pubblicato un libro autobiografico (“Dal Pci al socialismo europeo”, Laterza), che è un manuale d’omertà e falsa memoria. Si dice che sia un grande europeista. No, guardate, l’onorevole Napolitano è quello stesso parlamentare che tenne il discorso con cui i comunisti spiegarono perché non si dovesse entrare nel Sistema Monetario Europeo. Niente Sme, niente Banca Centrale, niente euro, niente Unione Europea. Alla faccia dell’europeismo. A quell’epoca marciavano per il disarmo degli occidentali, a favore dei missili nucleari sovietici e per l’eurocomunismo. Non risultano proteste di Napolitano. Si dice sia un coraggioso socialdemocratico. Ricordo che nella seconda metà degli anni settanta Napolitano disse di avere “riletto” la Nota Aggiuntiva al Bilancio dello Stato del 1962, e di averci trovato molti spunti interessanti. Ugo La Malfa, autore di quella nota, commentò: non l’ha riletta, l’ha letta per la prima volta. Napolitano era in ritardo di una quindicina d’anni, ma passava per anticipatore dato che i suoi compagni se ne stavano assai più indietro.Si dice che abbia guardato a Craxi senza odio. Ma a parte il fatto che l’idea di un partito unico della sinistra era di Giorgio Amendola, e risaliva al 1964, degli apprezzamenti di Napolitano non c’è traccia nella battaglia referendaria (persa dai comunisti) contro la scala mobile, né ricordo parole interessanti quando era presidente della Camera ed il giustizialismo mieteva vittime in Aula. Fu lui a ricevere la lettera dell’onorevole Moroni, e non ricordo alcun coraggio, alcuna fierezza, alcun senso delle istituzioni.

E’ un mite, certo non è un estremista. Ha doti di equilibrio, che spesso esercita restando del tutto fermo. Di davvero significativo, nella sua biografia, non ha trovato molto neppure lui stesso. Ma basta essere vecchi, non avere avuto nella propria biografia momenti significativi, di altezza, di rottura, aver seguito la corrente, non rappresentare, nel presente, né un pericolo né un’opportunità, che l’accademia degli inutili ti chiama alla presidenza.

2 comments for “Qualcosa di significativo nella biografia di Napolitano

  1. 21 luglio 2014 at 19:30

    It does seem like a violation of the 4th anemdment.I was just watching a TV show about a man who was raped. The female detective had to explain to him that “arousal does not mean consent.”Such issues might pop up with regard to the “pat-downs”.

  2. 6 luglio 2014 at 22:05

    prices have more than doubled in the last four years. Nothing about it in the major media. $6 TRILLION new debt added in four years but the U.S. does not have a debt ciisrs. The Democrats have been in

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