Il Presidente che non mi rappresenta

Cosa caratterizza il ‘vero’ comunista italiano di antica appartenenza? Il fatto di avere assunto, a partire dal dopoguerra e senza eccezioni, posizioni ideologiche e politiche delle quali, dopo, a distanza di decenni, si è dovuto pentire ammettendo pubblicamente di essersi sbagliato. Ora, non è forse questa la strada percorsa fin almeno dagli anni Cinquanta da Giorgio Napolitano? Non era, non è sempre stato egli strenuo sostenitore di ogni e qualsiasi nefandezza compiuta a livello mondiale e nazionale in nome del comunismo?

Così stando le cose (chi ne dubiti, passi qualche ora in una emeroteca che conservi copia degli interventi del Nostro sui quotidiani della sua parrocchia o cerchi i molti scritti che gli appartengono nelle riviste e nelle pubblicazioni del PCI) ed ammettendo che i suoi ‘pentimenti’ ritardati nel tempo siano stati sinceri e non tesi a ‘riposizionarsi’, non si può ragionevolmente sostenere che questo signore sia quantomeno assai lento nel comprendere, nel rendersi conto della realtà dei fatti, della inadeguatezza concettuale e della ferocia fattuale dell’ideologia che tanto fervidamente serviva?

Comunque sia, di tutta evidenza, e per i rammentati non contestabili trascorsi, e per la dimostrata incapacità a capire dove davvero sia il bene, Giorgio Napolitano al Quirinale rappresenta solo ed esclusivamente una ben specifica parte.

Non è e non potrà mai essere il presidente di tutti gli italiani quantomeno perchè non è e non sarà certamente il mio!

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