Della Valle

Nella prima metà degli anni Sessanta del trascorso Novecento (non mi riesce di accertare il millesimo ma in fondo che avessi diciotto o diciannove anni poco importa), assiduo frequentatore dell’ippodromo delle Bettole nella mia Varese, mi era capitato di vedere all’opera un cavallo per molti versi straordinario che mi aveva subito catturato.

Della Valle – questo, incredibilmente, il nome di quel purosangue – nelle abili ed esperte mani del veterano Idalgo Gabrielli, vinceva con largo margine e quasi ‘fermando’ in dirittura tanto i rivali erano all’atto conclusivo lontani.

Presto detto il perchè: la sua partenza era quella di una palla di fucile.

Alzati dal mossiere i nastri (le ‘gabbie’ non erano ancora in uso), quel magnifico scattista prendeva in poche battute un vantaggio talmente consistente da permettergli di correre in scioltezza le centinaia di metri che a quel punto lo separavano dal traguardo.

Quattro o cinque esibizioni, quattro o cinque trionfi nei due mesi di corse antecedenti il nostro Gran Premio ne avevano fatto il mio ovvio favorito per il ‘Varese’.

Ecco, quindi, che nel recarmi a piedi alle Bettole in quella lontana domenica di fine agosto, rimuginando lungo tutto il percorso tra me e me, pregustavo la prossima, immancabile affermazione di Della Valle e – meno importante ma comunque niente male – la mia certa vincita al totalizzatore.

Di lì a non molto, posizionato in tribuna come si conviene, biglietti con le giocate in mano, tranquillo, assisto ai preparativi per il via.

Il solito nervosismo, fantini e purosangue in agitazione, allineamento complicato, nastri finalmente alzati.

Venti, trenta, quaranta metri ventre a terra e Della Valle è già solo!

Ma c’è qualcosa che non va.

Suona la sirena.

Partenza falsa.

Nel mentre Gabrielli, fermato infine il cavallo, ritorna lentamente allo start, mi chiedo cosa diavolo sia successo.

La gente, d’attorno, strepita: c’è chi si indigna (“Perchè diavolo lo starter ha richiamato la corsa?”) e chi dice che è giusto così.

Qualche minuto ancora ed ecco il secondo via: tutto, proprio tutto, come prima.

Penso che la prossima sarà quasi certamente l’ultima occasione per il mio favorito: si è senza dubbio stancato scattando a quella sua maniera…

La faccio breve: alla fine, il mossiere dà buona la quarta.

Quel grande e generoso cavallo prende ancora una volta il comando ma con un margine nettamente inferiore.

Presto, troppo presto, qualcuno tra gli inseguitori gli è addosso.

Privato della possibilità di portare a termine la sua amatissima corsa ‘di testa’, il povero Della Valle è costretto ad un misero quarto posto!

Fatico a riavermi (dei soldi persi non mi importa un fico secco: è il purosangue ingiustamento battuto che mi sta a cuore!) e così occorre una buona mezz’ora perchè mi avvii verso l’uscita.

Non ancora fuori, incontro un vecchio giocatore, uno di quelli che sanno come va il mondo.

Sta contando i quattrini appena incassati: ha preso il vincente che ha pagato mica male.

Scambio due parole.

Mi vede triste e mi fa: “Ma non hai capito che era tutto combinato? Uno starter compiacente e il tuo cavallo è morto! Ha quello scatto imparabile? Bene, logoriamolo e vediamo se dopo tre partenze annullate è ancora così”.

Lentamente, passo dopo passo – che altro mi resta da fare? – cercando (ma è dura) di pensare a tutto meno che a quel che è successo, me ne torno a casa.

Giocherò ancora ai cavalli, ma con assai diverso animo e – devo dirlo seppure con qualche amarezza – capiterà anche che, ricevuta la giusta ‘soffiata’, sia io ad approfittare dell’inganno e a contare, magari in un angolo di una sala corse, le vincite.

Questa, l’oramai antica storia che mi torna alla mente ogni qual volta, come oggi, venga alla luce uno scandalo nel mondo dello sport e del gioco, che spesso sono tutt’uno.

Un mondo nel quale l’onestà, ipocrisia a parte, alberga molto, molto raramente!

2 comments for “Della Valle

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