Contributo per una costituente liberale

Vorrei partecipare alla discussione su una Costituente liberale e cerco di essere pragmatico: un partito o un movimento si costruisce con quattro elementi convergenti: gente, soldi, idee e comunicazione.

Gente: c’è chi vuole raccogliere i delusi e gli schifati e chi pensa a un movimento di “internauti”. Forse bisogna anche raccogliere donne e uomini capaci di creare consenso sul campo e disposti a giocarselo per un movimento di ispirazione squisitamente liberale, liberista e libertaria. Non si può pretendere, però, che siffatti personaggi si compromettano ora con un partito che rischia di non vedere la luce (si confrontino esiti di Rosa nel pugno, con tutta la visibilità mediatica che ha avuto): a gente del genere si deve rivolgere un’idea dalla quale trovi da guadagnare.

Una Costituente liberale in forma di pre-partito, ossia di movimento politico ma non partitico, potrebbe raccogliere in sé le anime liberali emergenti, senza pretendere da loro che si chiamino fuori da partiti dove invece possono avere successo elettorale (vedasi l’esempio di CL: non si chiamerà mai fuori da FI, ma ne condizionerà sempre le scelte): in questo senso è inutile e fa danno, stare a disquisire sul polo con cui schierarsi.

I soldi, d’altronde, non arrivano finché il movimento non serve a qualcosa e non si integra in un progetto di largo respiro. Il tutto ragionando, beninteso, in termini di presenza nei meccanismi di potere. La Costituente liberale può invece elaborare un serio progetto di nuovo “patto sociale” intorno ad alcune idee guida (vedi FDP in Germania) e candidati eletti, soci per scelta di una Costituente Liberale, possono fornire la presenza nei meccanismi.

Si tratta allora di creare un progetto di duplice valenza. Da un lato deve essere “commerciale”: vendibile a chi possa finanziarlo e a chi possa votarlo. Dall’altro lato deve essere ideologico: contenere valori, antichi e nuovi, e proposte fattive serie per dare all’Italia ed all’Europa il senso di quei valori. Allora sì, che salterebbero fuori anche i soldi per un piano di comunicazione avvincente.

Alle ultime elezioni nel nostro piccolo di liberali lombardi ci abbiamo provato. Elaborato un progetto politico e civile, lo abbiamo lanciato sul mercato. Forse abbiamo perso ma non ci sentiamo affatto delusi. Soli contro tutti, in pieno territorio leghista e forzista, abbiamo raccolto 6.400 consensi con un simbolo ormai sconosciuto (PLI) e con le sole risorse economiche di pochi amici. Se i numeri sembrano meschini, si noti che é quasi quanto raccolto da RL in tre regioni, ovvero da tutti gli altri del PLI messi insieme nel resto d’Italia.

Nessuno pretende che il nostro progetto (per chi d’interesse: www.luigipaganelli.org) fosse perfetto o esaustivo. Ma può essere un contributo: umile esempio di ciò che i Liberali potrebbero realizzare per esistere intorno ad un candidato o ad una lista, ovunque siano collocati e chiunque ne siano gli alleati.

Inutile, quindi, speculare intorno alle etichette: liberali, socialisti, azionisti, gobettiani, risorgimento. Va bene per seminari di studi. Siamo liberali e vogliamo fare politica attiva? Allora quali politiche tributarie per un nuovo sviluppo e una nuova etica d’impresa? E quale federalismo? Siamo liberisti? Allora quali politiche per il lavoro o per l’antitrust? E per le nuove generazioni? Siamo libertari? Allora quale politica per l’ambiente o per la famiglia? E per la ricerca? Provocazioni? Sempre meglio che stare ancora a “onaneggiare”, se si va con la destra o con la sinistra prima ancora di avere edificato un movimento in grado di interessare davvero, a qualcuno.

Ma chi può fare tutto questo e con quali metodo e risorse?

Chi si vuole confrontare su questo progetto potrebbe davvero mettersi a organizzare una Costituente progressiva. Nei fatti si dovrebbe operare a livello tecnico e senza pregiudizi su due livelli: quello dei contenuti e quello del metodo.

Chi fa i contenuti dovrebbe elaborare un sistema di valori e una proposta di società attuale, aperta e liberale, con alcune proposte-guida anche shock o impopolari, ma “qualificanti”. Ci si dovrebbe porre il fine di un buon “prodotto” complessivo, atto a trovare adesioni prima tra gli addetti ai lavori e poi tra gli elettori: agli aderenti poi la libertà di discostarsene, ferma l’accettazione della più parte del sistema.

Quanto al metodo, si dovrebbe elaborare una dinamica di statuto per avere una gerarchia condivisa e obbligata al confronto con la base. Si cerchino persone e si eviti di consociare interi movimenti(ni): i capi dei piccoli movimenti autodefiniti “liberali” eludono la “conta per teste” ed esigono di essere riconosciuti e valorizzati in quanto “gruppi”. Così poi pretendono di dettare programmi ed ottenere ruoli solo sulla base di forze presunte. Se tutti quelli che ronzano intorno all’idea di una Costituente sono in buona fede, allora accettino in prima battuta una struttura simile a quella delle associazioni professionali (siamo o no contro gli Ordini professionali?), che non dicono a nessuno come svolgere la professione sul campo, ma ne certificano la qualità: nessuno è obbligato ad iscriversi, ma chi resta fuori (ossia non ne condivide lo statuto ed i principi), perde appeal sul mercato.

Tutti vorremmo un Movimento Liberale del 7/9% come in Germania. Ma ancora qualcuno si illude di arrivarci per sommatoria di irrisorie percentuali di voto di micromovimenti personalistici? E qualcuno pensa ancora di farlo senza fare i conti con i liberali di Forza Italia? O, se ci si trova meglio a ragionar dall’altra visuale, senza quelli della Margherita o della Rosa nel pugno?

Ma vado più lontano: dico che questi liberali, presenti nei partiti maggiori, hanno a loro volta bisogno di organizzarsi con un serio progetto civile e politico di riferimento. Devono partecipare ad un movimento capace di finanziarsi e comunicare. Dove prenderanno altrimenti le forze per restare in sella, quando altre aggregazioni ideologiche presenti nei loro partiti decideranno che essi non servono più, perché non portano consenso organizzato (o peggio, attentano a quello cattolico)? O forse non sta già succedendo?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *