Ristabiliamo la verità storica sul 25 aprile

Da 60 anni celebriamo un falso mito. Ci siamo assuefatti allo sventolio di bandiere rosse in occasione della ricorrenza del 25 aprile e alla glorificazione della resistenza comunista e socialista.

Non vogliamo qui soffermarci sulle degenerazioni del fenomeno, che portò a regolamenti di conti ed esecuzioni sommarie, né rimarcare che l’Italia fu liberata dall’occupazione nazista e dal fascismo soprattutto grazie al contributo degli americani e delle altre forze alleate.

Vogliamo invece mettere in luce alcune verità nascoste sulla resistenza.

Sergio Romano ricorda sul Corriere della Sera la figura “dimenticata” di Alfredo Pizzoni, presidente del Comitato di liberazione per l’alta Italia, l’organo di “governo” della resistenza, fino al 27 aprile 1945, estromesso dai socialisti Sandro Pertini e Rodolfo Morandi. Pizzoni era un galantuomo liberale, che consentì alla resistenza di non trasformarsi in una forma di “banditismo” grazie alla sua capacità di ottenere finanziamenti e armi dagli Alleati. Della sua storia siamo a conoscenza grazie al ritrovamento del suo diario nel 1993 e alla ricostruzione storica di Renzo De Felice.

Dunque vi erano in posizioni chiave uomini che non guardavano certo all’Unione Sovietica come modello per il Paese, ma che furono tolti di mezzo senza molti complimenti dopo la liberazione e la cui opera è stata oggetto di una sistematica rimozione storica.

Sul piano militare, oltre che ideale, vogliamo ricordare anche un altro personaggio: Edgardo Sogno, il capo della brigata liberale-monarchica “Franchi”, poi perseguitato e ingiustamente infamato dal magistrato Luciano Violante. Sogno fu un vero eroe, le cui imprese sono note sia per i suoi libri (ricordo ancora l’appassionante lettura di “Guerra senza bandiera”, di cui mi fece dono, quando ero liceale, Luca Hasdà), che per le testimonianze storiche.

Cogliamo l’occasione per ricordare la richiesta – per ora non esaudita – che l’amico Pierangelo Berlinguer, a nome di moltissime personalità (oltre che mia) ha rivolto alle Poste per emettere un francobollo celebrativo di Sogno.

Oggi noi celebriamo “quella” resistenza, fatta da uomini motivati da nobili ideali e senza interesse per il potere, che combatterono in nome della libertà contro il nazi-fascismo, certo non per cadere sotto una dittatura comunista.

Uno di questi ha sfilato a Milano con sua figlia: è Paolo Brichetto Arnaboldi, coordinatore dei reduci della “Franchi”, catturato dalla Gestapo e deportato a Dachau fino alla liberazione da parte degli americani, padre di Letizia Moratti.

Purtroppo ha dovuto lasciare la manifestazione per le contestazioni dei sostenitori di Prodi. Della storia evidentemente poco sanno e poco si curano.

1 comment for “Ristabiliamo la verità storica sul 25 aprile

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