Nucleare: bugie e mistificazioni

In queste ultime settimane di crisi energetica (prezzo del petrolio sempre più alto; riduzione del gas dalla Russia; emergenza per il futuro) si parla sempre più spesso di nucleare.

Diversi esponenti della maggioranza governativa (Tremonti, Scajola, lo stesso Berlusconi) parlano di rilancio del nucleare e di inserire detta questione già nel programma politico elettorale.  Noi stessi in un precedente articolo pubblicato su “Cartalibera” (11 ottobre 2005: “I liberali scelgono il nucleare”) avevamo sottolineato che il nuovo PLI, in una manifestazione pubblica, aveva chiesto: “una politica di rilancio della produzione di energia nucleare in Italia con la riapertura di Caorso e la programmazione, attraverso la legge sulle grandi opere, di diverse nuove centrali nucleari; e un rilancio della ricerca nel settore per arrivare, accanto ai reattori intrinsecamente sicuri ed alla fusione controllata, a realizzare impianti a fissione autofertilizzanti, in tempi brevi, basati sulle nuove e promettenti tecnologie”.

Quello che stupisce è il comportamento di alcuni esponenti politici che nel 1987, al tempo del referendum sul nucleare, avevano votato per la chiusura del nucleare.

L’on. D’Alema si  è mostrato rammaricato della scelta referendaria fatta a suo tempo, e avrebbe detto, mentendo, che nel 1987 si era espresso per il “no” (???) e che comunque oggi considera inattuale l’argomento del nucleare.

Lo stesso On. Bersani, dopo aver criticato il governo per non aver fatto niente per il gas e il nucleare, si scopre favorevole.

Invece il prof. Prodi dopo aver respinto la proposta del ministro Scajola per un maggior impegno per gli impianti di gassificazione e di una ripresa di iniziativa del nucleare, propone una politica energetica essenzialmente basata sul risparmio energetico e sulle fonti rinnovabili.

Sulla “Opinione” di qualche settimana fa abbiamo letto: “Sull’energia che rappresenta il vero grande problema dell’oggi e del domani e che sarà la questione fondamentale sulla quale ci giochiamo lo sviluppo o la regressione, Prodi non può dire nulla, perché ogni scelta che vada oltre i mulini a vento è destinata a subire il veto di Pecoraro Scanio, dei no-global e della galassia bucolico-passatista che è forza essenziale e indispensabile per la vittoria del centrosinistra. D’Alema e Bersani debbono inventare bugie come quella di essere stati a favore del “No” al referendum del 1987 ”.

Comprendiamo i ripensamenti, ma non le bugie e le mistificazioni.

Ricordiamo che solo i liberali e i repubblicani, con l’aggiunta di alcuni esponenti di altri partiti di destra e sinistra (ma a titolo personale) si erano schierati ufficialmente e apertamente per il nucleare.

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