Questa è giustizia?

Una serie di recenti tragici episodi in cui hanno perso la vita uomini delle forze dell’ordine e civili hanno visto come protagonisti ex carcerati o carcerati in libertà vigilata. I giudici responsabili del loro stato di libertà si sono dichiarati non responsabili, in quanto avrebbero applicato la legge che prevede una serie di benefici in una logica di rieducazione e reinserimento sociale.

Una dimostrazione di ipocrita “buonismo”.

Sia chiaro, nessuno vuole negare l’importanza di questi aspetti per il recupero di una persona e la sua restituzione alla vita civile. Ma si tratta pur sempre di aspetti secondari. Il carcere ha infatti due altri scopi primari (ma non è “politically correct” dirlo):

1)      la tutela della società, evitando che individui pericolosi possano far del male ai cittadini onesti (è vero che con l’abolizione dei manicomi questo principio ha già subito un notevole vulnus, ma non è un buon motivo per dimenticarsene),

2)      la prevenzione del crimine, che consiste nella certezza (più che nella durezza) della pena quale miglior dissuasivo. Anche in questo caso sembra che i giudici se ne siano dimenticati. Per una serie di reati minori, anche reiterati ormai non si va più in carcere (le forze dell’ordine sono spesso demotivate nel fermare i piccoli delinquenti che vengono subito rilasciati).

Altri giudici, proprio in questi giorni, hanno dichiarato non colpevoli estremisti islamici appartenenti ad organizzazioni terroristiche che reclutano kamikaze in Italia per attentati in Iraq contro le forze internazionali. Secondo loro sarebbero resistenti o combattenti (anche se magari uccidono soldati italiani o alleati). Questi giudici sono più estremisti di Bertinotti, a cui bisogna dar atto di essere intervenuto con durezza nei confronti di qualche compagno di partito che guarda con benevolenza ai terroristi.

Non c’è da stupirsi se molti sondaggi indicano nella sicurezza la principale preoccupazione degli italiani. Ma finchè i giudici avranno così ampia discrezionalità nell’interpretare le leggi sarà difficile intervenire su questo fronte.

Purtroppo la maggioranza di governo, nonostante i buoni propositi, non ha portato avanti una vera riforma della giustizia in Italia. Peccato, perché ce n’è bisogno!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *