Chi sono oggi gli eredi di Malagodi?

Carissima redazione,
sono un vostro lettore, nonchè liberale vero. Mi chiamo Claudio Ferrante, ho quasi 25 anni. Mio padre è stato dirigente nazionale del vecchio PLI, ora è segretario nazionale del nuovo PLI.
La domanda che vi pongo è la seguente:è mai possibile che gli eredi di Malagodi debbano essere ANCORA gli stessi che hanno abbandonato la nave quando stava per affondare? Soprattutto, è giusto che ritornino in parlamento,togliendo spazi a giovani che magari hanno idee nuove?
Infine, cosa dobbiamo fare noi giovani liberali per evitare tutto questo?
Sperando in una vostra risposta, colgo l’occasione per rivolgervi i miei più sinceri e cordiali saluti.
Claudio Ferrante.

Caro Ferrante, in genere le lettere ed i commenti dei lettori sono pubblicati sul forum, ma per la sua lettera facciamo un’eccezione. E’ una questione provocatoriamente ben posta. Chi rappresenta oggi in Parlamento, e più in generale nella politica italiana, gli eredi di Malagodi?

Sterpa, Biondi, Costa, Martino, Urbani ed altri liberali storici sono stati eletti deputati nelle liste di Forza Italia. La loro storia liberale e i loro meriti sono indubbi, ma il loro peso in Forza Italia è limitato. Non creda però che senza di loro ci sarebbe più spazio in politica per i liberali. Ce ne sarebbe di meno.

Berlusconi ha progressivamente dovuto abbandonare l’idea del partito liberale di massa. La ricerca del consenso lo ha indotto a coinvolgere democristiani e socialisti (e in molti casi ex comunisti ed addirittura extraparlamentari di sinistra), oggi largamente maggioritari nel partito, che hanno conservato una visione statalista e protezionista.

E’ dunque meglio impegnarsi al di fuori del partito egemone per radunare forze giovani e far decollare davvero la rivoluzione liberale in assenza della quale il nostro Paese è condannato ad un inesorabile declino? Io non credo che oggi vi sia uno spazio politico per un rinato PLI – uno spazio che consenta di raccogliere consensi tali da cambiare la politica del centro-destra, voglio dire. Bisognerà aspettare che Forza Italia si dissolva, a causa dell’esplosione delle sue contraddizioni interne. Ma questo avverrà solo dopo che Berlusconi avrà deciso di lasciare. E non è affatto detto che sia poi facile che si coaguli un nuovo centro-destra.

Ai liberali non resta quindi che cercare di condizionare questo centro-destra, che non ha saputo creare una classe dirigente nuova, senza troppe illusioni: siamo una minoranza nel Paese.

Questo giornale cerca di dare il suo piccolo contributo culturale. Esistono circoli, think tank ed altri luoghi di elaborazione di idee che lavorano allo stesso fine. Un network liberale può e deve far sentire la sua voce.

E i giovani si facciano sentire. Noi attendiamo contributi e proposte.

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